Il sito è stato realizzato e curato da
Marco De Marinis
 
Porto di Pescara
Comitato per un nuovo porto in sintonia con la città e l'ambiente

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Difese di spiaggia
con strutture flessibile e semipermeabili
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Associazione culturale BORGOMARINO
Federazione Autonoma Balneare F.A.B.
Antonio SPINA
Antonio SPINA
portavoce del Comitato

Conclusione del convegno

A conclusione del convegno ci auguriamo di aver raggiungo l'obiettivo che ci eravamo prefissati, e cioè di dare alle autorità cittadine tutti gli strumenti per poter valutare la situazione del porto e del bacino portuale, in modo che possano poi prendere le decisioni che solo a loro competono.
Gli interventi dei relatori hanno abbracciato credo tutti gli aspetti inerenti l'argomento, e si può dire senza falsa modestia che pochi amministratori hanno avuto la possibilità di avvalersi di un tale ventaglio di suggerimenti e di proposte alla vigilia di decisioni così importanti.
Anche la fase del dibattito ha reso il convegno più ricco ancora, e qui devo dire, Onorevole Sottosegretario, che a noi ci risulta da voci che lei sa, siamo in contatto con qualcuno all'interno dell'ANPA, e sappiamo che l'ANPA ha disdetto la convenzione con il Comune….
Comunque, noi vogliamo ribadire con due esempi di città di mare, Barcellona e Genova, che è possibile coniugare lo sviluppo con l'ambiente.
Barcellona infatti come tutti sapete è ormai una città presa ad esempio da tutti, per lo sviluppo che i suoi progettisti e i suoi amministratori sono riusciti a creare in quella città, coniugandolo con la bellezza e l'ecologia.
Tutto è partito in quel caso, nel caso di Barcellona, dalla riprogettazione del vecchio porto, situato dentro la città, in occasione delle Olimpiadi, e da lì poi è stata ristrutturata tutta la città, tanto da essere oggi una delle mete turistiche più ambite.
L'altra città, ed è una città italiana, è una notizia che ho ripreso da Il Sole 24 Ore, come dicevo è Genova, che non gode della stessa fama di Barcellona, ma che invece ha avuto uno sviluppo notevole.
E da quando?
Anche qui da quando hanno di nuovo messo mano al porto, migliorandone le strutture in occasione delle Colombiadi, il cui simbolo fu il famoso Bigo di Renzo Piano.
Da allora, le cure verso le sue strutture non sono diminuite, e quello che era un porto oramai decaduto, è ritornato ad essere il volano che trascina tutta la città, che ha fatto sì che tutti i vecchi palazzi siano stati rifatti e siano state sistemate strade e varianti, facendo crescere l'occupazione del 23% in cinque anni, circa il 4% all'anno, e in cui l'attività portuale con 60.000 dipendenti, produce l'11% del PIL comunale.
E soprattutto i genovesi sono tornati a fare il bagno sotto casa, senza il bisogno di spostarsi verso le coste ad est e ad ovest, essendo state ristrutturate tutte le industrie inquinanti.
Proprio per questo la città può giustamente tornare a vantarsi dell'appellativo di "Superba".
Nel nostro piccolo, vorremmo che fosse fatta la stessa operazione, vorremmo che la rivalutazione delle opere a mare e del bacino portuale, in grado di rilanciare il porto oramai ridotto a deposito di camion, di spazzatura e di traghetti sganghera sia affidata ad un grande esperto o ad un gruppo di esperti.
Il gruppo di esperti e l'architetto Polacco, l'arch. A
lberto POLACCO è qui oggi, anche lui insieme agli altri, vi ha già dato un'anteprima di come il problema debba essere affrontato.
Sta a voi amministratori sceglierlo oppure no, senza sottostare ai ricattucci di un piccolo direttore di un Ministero.
Alla fin fine chi comanda è il Ministro che decide come vadano spesi i soldi.
Al fine di risolvere la disputa con i dirigenti del Ministero ci sembra opportuno che i Ministri competenti si rivestano di autorità, per cui se c'è concesso, si dia ordine al Ministero di chiudere il contratto con le CONDOTTE, e si paghi la penale.
È infatti del Ministero precedente la responsabilità  di questi errori, tanto che esiste una delibera comunale firmata a grande maggioranza, che invoca i danni arrecati alla città.
Si lascino gli stanziamenti a disposizione del porto di Pescara, e con l'aggiunta di eventuali fondi regionali, come richiesti già dal dottor Cesare D'Alessandro, si dia incarico ad un nuovo gruppo di esperti di riprogettare tutta l'area portuale, cominciando dalle opere a mare.
E il Comune si adoperi per mettere in piedi il nuovo Piano Regolatore Portuale.
Comunque, e ripetiamo quanto detto tempo fa, se si possono spendere 200 miliardi per le aree della stazione, se si possono spendere 200 miliardi per il fiume, se si possono spendere 40 - 50 miliardi per altri lavori, piste ciclabili eccetera, si possono comunque investire altri fondi oltre ai 27 miliardi circa disponibili, per riportare il porto agli splendori dell'inizio del secolo.
Noi abbiamo messo la nostra volontà e passione per questo scopo, anche se da una piccola parte della città e da qualcuno nell'ambito del porto, abbiamo raccolto solo meschinerie, ma tutto ciò non ci smuove di un millimetro.
Ci auguriamo adesso che le forze politiche responsabili della città, non facciano errori e non buttino via questa grande occasione per rilanciare la città.
Il compito non è arduo, ma speriamo che il nome di questo peschereccio che vi facciamo vedere, Audace, che era la nostra ammiraglia di famiglia a suo tempo, e primo peschereccio nuovo varato nel dopoguerra, sia di sprone e portatore di lungimiranza per esse, così come esso lo è stato sul mare, visto che naviga ancora benissimo.
Audacia è quello che chiediamo ai nostri amministratori.
A questo punto ringraziamo i relatori che ci hanno aiutato in questo sforzo, come pure ringrazio le autorità che hanno voluto essere presenti e i cittadini, il pubblico, che hanno reso ricco il convegno.