| Associazione
culturale BORGOMARINO |
Federazione
Autonoma Balneare F.A.B. |
Antonio
SPINA |
Antonio
SPINA |
portavoce
del Comitato |
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A conclusione del
convegno ci auguriamo di aver raggiungo l'obiettivo che ci eravamo prefissati,
e cioè di dare alle autorità cittadine tutti gli strumenti
per poter valutare la situazione del porto e del bacino portuale, in
modo che possano poi prendere le decisioni che solo a loro competono.
Gli interventi dei relatori hanno abbracciato credo tutti gli aspetti
inerenti l'argomento, e si può dire senza falsa modestia che
pochi amministratori hanno avuto la possibilità di avvalersi
di un tale ventaglio di suggerimenti e di proposte alla vigilia di decisioni
così importanti.
Anche la fase del dibattito ha reso il convegno più ricco ancora,
e qui devo dire, Onorevole Sottosegretario, che a noi ci risulta da
voci che lei sa, siamo in contatto con qualcuno all'interno dell'ANPA,
e sappiamo che l'ANPA ha disdetto la convenzione con il Comune….
Comunque, noi vogliamo ribadire con due esempi di città di mare,
Barcellona e Genova, che è possibile coniugare lo sviluppo con
l'ambiente.
Barcellona infatti come tutti sapete è ormai una città
presa ad esempio da tutti, per lo sviluppo che i suoi progettisti e
i suoi amministratori sono riusciti a creare in quella città,
coniugandolo con la bellezza e l'ecologia.
Tutto è partito in quel caso, nel caso di Barcellona, dalla riprogettazione
del vecchio porto, situato dentro la città, in occasione delle
Olimpiadi, e da lì poi è stata ristrutturata tutta la
città, tanto da essere oggi una delle mete turistiche più
ambite.
L'altra città, ed è una città italiana, è
una notizia che ho ripreso da Il Sole 24 Ore, come dicevo è Genova,
che non gode della stessa fama di Barcellona, ma che invece ha avuto
uno sviluppo notevole.
E da quando?
Anche qui da quando hanno di nuovo messo mano al porto, migliorandone
le strutture in occasione delle Colombiadi, il cui simbolo fu il famoso
Bigo di Renzo Piano.
Da allora, le cure verso le sue strutture non sono diminuite, e quello
che era un porto oramai decaduto, è ritornato ad essere il volano
che trascina tutta la città, che ha fatto sì che tutti
i vecchi palazzi siano stati rifatti e siano state sistemate strade
e varianti, facendo crescere l'occupazione del 23% in cinque anni, circa
il 4% all'anno, e in cui l'attività portuale con 60.000 dipendenti,
produce l'11% del PIL comunale.
E soprattutto i genovesi sono tornati a fare il bagno sotto casa, senza
il bisogno di spostarsi verso le coste ad est e ad ovest, essendo state
ristrutturate tutte le industrie inquinanti.
Proprio per questo la città può giustamente tornare a
vantarsi dell'appellativo di "Superba".
Nel nostro piccolo, vorremmo che fosse fatta la stessa operazione, vorremmo
che la rivalutazione delle opere a mare e del bacino portuale, in grado
di rilanciare il porto oramai ridotto a deposito di camion, di spazzatura
e di traghetti sganghera sia affidata ad un grande esperto o ad un gruppo
di esperti.
Il gruppo di esperti e l'architetto Polacco, l'arch.
Alberto
POLACCO
è qui oggi, anche lui insieme agli altri, vi ha già dato
un'anteprima di come il problema debba essere affrontato.
Sta a voi amministratori sceglierlo oppure no, senza sottostare ai ricattucci
di un piccolo direttore di un Ministero.
Alla fin fine chi comanda è il Ministro che decide come vadano
spesi i soldi.
Al fine di risolvere la disputa con i dirigenti del Ministero ci sembra
opportuno che i Ministri competenti si rivestano di autorità,
per cui se c'è concesso, si dia ordine al Ministero di chiudere
il contratto con le CONDOTTE, e si paghi la penale.
È infatti del Ministero precedente la responsabilità di
questi errori, tanto che esiste una delibera comunale firmata a grande
maggioranza, che invoca i danni arrecati alla città.
Si lascino gli stanziamenti a disposizione del porto di Pescara, e con
l'aggiunta di eventuali fondi regionali, come richiesti già dal
dottor Cesare D'Alessandro, si dia incarico ad un nuovo gruppo di esperti
di riprogettare tutta l'area portuale, cominciando dalle opere a mare.
E il Comune si adoperi per mettere in piedi il nuovo Piano Regolatore
Portuale.
Comunque, e ripetiamo quanto detto tempo fa, se si possono spendere
200 miliardi per le aree della stazione, se si possono spendere 200
miliardi per il fiume, se si possono spendere 40 - 50 miliardi per altri
lavori, piste ciclabili eccetera, si possono comunque investire altri
fondi oltre ai 27 miliardi circa disponibili, per riportare il porto
agli splendori dell'inizio del secolo.
Noi abbiamo messo la nostra volontà e passione per questo scopo,
anche se da una piccola parte della città e da qualcuno nell'ambito
del porto, abbiamo raccolto solo meschinerie, ma tutto ciò non
ci smuove di un millimetro.
Ci auguriamo adesso che le forze politiche responsabili della città,
non facciano errori e non buttino via questa grande occasione per rilanciare
la città.
Il compito non è arduo, ma speriamo che il nome di questo peschereccio
che vi facciamo vedere, Audace, che era la nostra ammiraglia di famiglia
a suo tempo, e primo peschereccio nuovo varato nel dopoguerra, sia di
sprone e portatore di lungimiranza per esse, così come esso lo
è stato sul mare, visto che naviga ancora benissimo.
Audacia è quello che chiediamo ai nostri amministratori.
A questo punto ringraziamo i relatori che ci hanno aiutato in questo
sforzo, come pure ringrazio le autorità che hanno voluto essere
presenti e i cittadini, il pubblico, che hanno reso ricco il convegno.