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Associazione culturale BORGOMARINO
Federazione Autonoma Balneare F.A.B.
Antonio SPINA
avv. Giuseppe RANALLI
agente marittimo ed imprenditore portuale

 

Portualità abruzzese: dagli errori alle speranze

 

Una breve premessa.
L'incontro odierno rappresenta certamente un'opportunità di riflessione sul futuro della portualità regionale.
I relatori qui presenti rappresentano una grande occasione di confronto e di segnalazione di idee per il riassetto della via marittima.
Certamente le analisi saranno diverse, essendo portatori di interessi dissimili.
Chi come me rappresenta gli operatori, avrà un punto di vista diretto alla infrastrutturazione a tutti i costi, avendo interesse e cognizione che dal completamento del porto di Pescara si realizzerebbe una forte crescita economica del territorio in tema di rilancio del turismo e forte possibilità di crescita occupazionale.
Sono altrettanto convinto però che occorre rispettare il parere dei tecnici e mantenere salda la garanzia di un migliore futuro per la nostra città.
Auspico pertanto che interessi economici, di cui sono portatore, e tecnici, di cui lascio la capacità ad ingegneri idraulici, possano coincidere per rendere più grande il futuro di Pescara.
Ora il tema del nostro incontro è "Portualità abruzzese: dagli errori alle speranze".
L'analisi dell'attuale sistema portuale ha come punto di partenza il Quadro di Riferimento Regionale, deliberato dalla Giunta nella seduta dell'8 agosto 1995 al n. 4069 c.
Il piano di sviluppo propone il concetto di corridoio come razionalizzazione dei trasporti, lungo una direttrice principale con interventi sui nodi, sulle connessioni trasversali, ed anche sdoppiamenti degli stessi assi longitudinali per decongestionare e selezionare per tratti i flussi di traffico.
Tale progetto, certamente meritevole di attenzione, oltre all'intermodalismo, prevede anche il plurimodalismo, con affiancamento dei diversi modi di trasporto, in ragione delle distanze e delle caratteristiche dell'utenza, prevedendo per l'effetto la valorizzazione delle potenzialità dei singoli scali nell'ambito degli spazi gravitazionali, rispettando per gli stessi una specializzazione ed una integrazione funzionale.
Attualmente, viceversa in Abruzzo, si assiste per errori del passato ad una profonda confusione in maniera portuale, con sovrapposizioni di economie, ed una totale visione campanilistica della risorsa mare.
Tale circostanza rende pertanto necessario un effettivo cambio di indirizzo, al fine di una migliore valorizzazione delle potenzialità esistenti sul territorio, ed integrazione dell'attuale sistema portuale, considerato a livello nazionale pari al 4%, con il più ampio contesto nazionale ed internazionale, ed una diversa interpretazione dei localismi, oramai difficilmente sostenibili nel contesto mondiale dello shipping.
In passato sono stati commessi diversi errori e sono state perse diverse opportunità di finanziamento, a sostegno del potenziamento della infrastrutturazione portuale regionale.
Il pensiero torna ai fondi europei persi per effetto dei noti fatti politici regionali, la fuoriuscita dell'Abruzzo dall'Obiettivo I con evidente difficoltà per il futuro di reperire fondi al sistema infrastrutturale, al non inserimento di progetti nel contesto del Corridoio Adriatico, che ovviamente ci vede esclusi, con l'individuazione di porti come Ravenna, Ancona e Bari, e il salto della Regione Abruzzo.
Altro motivo purtroppo di grande rammarico del passato, è la vecchia politica di totale attenzione esclusiva alla via del parchi, e totale noncuranza dell'altrettanto meritevole via marittima.
Non ultima anche la crisi dei consorzi, oggi aziende, per lo sviluppo industriale, incaricate anche della gestione dei fondi per la infrastrutturazione della materia portuale.
Attualmente l'intera materia portuale ha nella legge 84/94 e successive modifiche del 20 marzo 2001 il punto centrale di riferimento.
Senza entrare nella dettagliata illustrazione delle norme, i punti nodali del dettato normativo sono:

•  la netta separazione dei compiti autoritativi di programmazione, controllo, coordinamento, promozione e manutenzione delle parti comuni da quelli economici ed imprenditoriali che si svolgono nei Porti;

•  l'attribuzione dei compiti autoritativi nei principali porti sicuramente di rilevanza economica internazionale o nazionale alle Autorità Portuali, figura tipica di organismo periferico, cui il legislatore ha conferito il compito di perseguire finalità statali, conformandone gli organi in modo da consentire il coordinamento con le esigenze delle Amministrazioni delle comunità locali e degli operatori economici;

•  lo svolgimento delle operazioni portuali di handling e di servizi complementari alle imprese portuali;

•  la trasformazione delle ex Compagnie Portuali e Gruppi Portuali in imprese.

Attualmente sono ventitré le sedi di Autorità Portuali, e tre dove insistono aziende speciali camerali.
Altra fonte normativa in materia portuale è rappresentata dal Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n.112, in materia di conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni.
Relativamente al capitolo trasporti prevede in particolare la soppressione, a decorrere dal corrente anno, del regime autorizzatorio per l'autotrasporto di merci, il trasferimento della gestione per il demanio marittimo, la dismissione del servizio escavazione porti, così detto SEP.
Per effetto della legge 88/2001 si prevede altresì che a partire dal 1° gennaio 2002, per i porti non di rilevanza economica nazionale ed internazionale, quindi i porti abruzzesi, la competenza delle Regioni e degli Enti Locali, oltre alle funzioni di programmazione e pianificazione, progettazione infrastrutturale, anche il rilascio di Beni Demaniali Marittimi.
Ultimo riferimento normativo in materia portuale, è la legge regionale 127 del 12.11.97 di delega ai Comuni sedi di porto od approdo di servizi ed attività relativi all'ordinaria manutenzione delle aree portuali.
I Comuni, quindi anche il Comune di Pescara, sono pertanto delegati a provvedere nell'ambito degli spazi portuali alla pulizia, alla fornitura di energia elettrica, alla pubblica illuminazione, alla manutenzione dei relativi impianti, alla manutenzione della viabilità, della segnaletica, del verde pubblico, delle opere edilizie in servizio dell'attività tecnica-amministrativa dei porti.
Le attività di straordinaria manutenzione viceversa degli ambiti portuali di escavazione dei fondali, permangono viceversa nelle competenze regionali, e si esplicano per tramite del Genio Civile di Pescara e dell'Ente Porto di Giulianova, dell'ASI Val Pescara e dell'ASI di Vasto, o in alternativa per tramite degli stessi Comuni.
È evidente pertanto che l'intero scenario marittimo, nel corso degli ultimi anni ha subito profonde modifiche, e il recente processo di globalizzazione rende necessario alta professionalità, sistemi portuali intermodali, di raccordo con le linee stradali e ferroviarie, una rete informatizzata di coordinamento dei servizi a terra, faccio riferimento all'accosto navi,  allo stoccaggio delle merci, all'handling, alle operazioni doganali.
Nell'occasione va ricordato che entro il 2010 in Italia circoleranno circa 2 miliardi di tonnellate di merci, con un'ipotesi di crescita del PIL intorno al 2% annuo.
Se buona parte di questo enorme flusso commerciale non sarà dirottato via mare, il numero dei camion e dei TIR dovrà raddoppiare, con evidente previsione della paralisi o quasi dei principali collegamenti viari.
Questa conclusione è inserita sia nei dati sul cabotaggio forniti dal Centro Studi di Tecnica Navale, il CETENA, sia degli studi del Gruppo HERNST & YOUNG per CONFITARMA e TIRRENIA.
Si prevede pertanto lungo le direttrici nord-sud dei litorali tirrenico ed adriatico, una forte prospettiva di crescita della via marittima, necessaria sulla base degli attuali ritmi di crescita per scongiurare il caos prossimo venturo dei trasporti.
È evidente che la via marittima, la realizzazione delle cosiddette autostrade del mare,  rappresentano un progetto credibile, concreto e di prossima attuazione.
Ad ulteriore conferma dei prossimi scenari nazionali in materia di cabotaggio si registra l'apertura degli uffici italiani dello "SHORT SEA SHIPPING", lo stanziamento di 250 milioni di Euro da parte della Banca Europea per gli Investimenti, BEI, a favore del Ministero delle Infrastrutture per finanziare i progetti che saranno presentati.
Tale investimento è finalizzato ad imprimere un netto salto di qualità agli standard di efficienza, e consentire lo sviluppo di collegamenti tra stati membri della UE, tra questi ultimi e i paesi terzi, stimolando in particolare l'espansione del traffico e l'integrazione delle attività economiche nel bacino del Mediterraneo.
Appare pertanto necessaria più che mai in questo momento, la presa di coscienza di un deciso potenziamento della via marittima della Regione Abruzzo, attraverso il completamento delle infrastrutture esistenti, e la necessaria rivisitazione degli scenari gestionali in materia portuale.
La crisi dei consorzi industriali, la necessaria consapevolezza di coordinare e promozionare a livello nazionale i bacini regionali con una struttura ad hoc, rende necessaria l'istituzione di un Ente Speciale Portuale.
La riformulazione della legge 84/94 all'art.14 prevede infatti "l'istituzione delle Aziende Speciali delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, con compiti di programmazione, coordinamento, promozione, e nell'ambito della pianificazione delle opere portuali consente alle stesse di formulare ed elaborare i piani triennali da proporre al Ministero delle Infrastrutture."
È indubbio che tali strutture, le cui attività di gestione e riferimento per le attività portuali sono estendibili anche ad attività collegate, ovviamente la cantieristica, iniziative economiche marittime, consentirebbero una regia unica ed esclusiva in termini di professionalità ed iniziative di valorizzazione dei bacini portuali regionali.
È evidente in tal senso riportare l'esperienza di Monfalcone, Chioggia o Gaeta, sede di Azienda Speciali, che sono anche definite ASPO.
Tale strumento è equiparato all'Autorità Portuale, ma è destinato a realtà portuali più piccole, e consente per le evidenti possibilità sul territorio nazionale di usufruire di finanziamenti statali, viceversa non ottenibili.
Il porto di Chioggia ha movimentato nel 2000, un milione e quattrocentottantottomila tonnellate, quasi quanto il porto di Ortona, ed ha ottenuto un gettito statale di 25 miliardi per il completamento della propria infrastruttura.
Il porto di Monfalcone ha ottenuto finanziamenti per 35 miliardi e il proprio movimento merci è quanto quello di Pescara e Ortona insieme.
Appare pertanto necessario guardare con molta attenzione alla qualità e alle realtà nazionali, per conoscere al meglio iniziative dirette a svegliare dal torpore l'economia portuale regionale, troppo ancorata ai localismi, alla legge dei campanili, e non attenta al mutare delle economie nazionali e mondiali.
A tal fine appare necessario iniziare la redazione dei nuovi Piani Regolatori Regionali, che con legge BU.RA. 47 del 7 dicembre 1999, sono stati affidati:

•  per Vasto al Consorzio Industriale Vastese, per un importo di 250 milioni,

•  per Ortona e Pescara al Consorzio Industriale Val Pescara con un contributo straordinario sempre di 250 milioni;

•  per Giulianova all'Ente Porto con uno stanziamento di un miliardo e 250 milioni.
    
Occorrerà già a partire da questi strumenti di pianificazione, evitare progetti super ambiziosi locali, ma si rende necessario raccordarli in una visione complessiva di vere e concrete vocazioni, ancorate a reali capacità infrastrutturali e rispettose del QRR.Appare indispensabile prevedere operazioni di dragaggio annuali per i porti abruzzesi, principalmente per Pescara, quale porto canale, al fine di rendere gli stessi bacini praticabili dalle attività portuali e sicuri per le attività mercantili della pesca.
A tal fine, dopo la soppressione del SEP si prospetterebbero due soluzioni:

•  acquistare una draga, in Italia ce ne sono molte in vendita, costo intorno al miliardo e mezzo, ovvero stipulare una convenzione con armatori a prezzo di favore per lavori annuali di dragaggio;

•  valorizzare la vocazione turistica dell'Abruzzo e principalmente quella di Pescara, in un contesto di linee passeggere.

Si rende pertanto evidente e non più altrimenti procrastinabile la presenza di Pescara nelle principali fiere marittime, non ultima quella di Atene in programma nella prossima primavera, intitolata "Poseidonia", al fine di una presentazione agli armatori del prodotto Abruzzo e Pescara quale porto centrale del Mezzogiorno e di Roma sull'Adriatico.