Il sito è stato realizzato e curato da
Marco De Marinis
 
Porto di Pescara
Comitato per un nuovo porto in sintonia con la città e l'ambiente

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Difese di spiaggia
con strutture flessibile e semipermeabili
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Associazione culturale BORGOMARINO
Federazione Autonoma Balneare F.A.B.
Antonio SPINA
on. Nino SOSPIRI
sottosegretario alle Infrastrutture

 

Intanto grazie per l'invito, grazie agli organizzatori di questo incontro, di questo convegno, e grazie anche ai relatori per i contributi che hanno dato ai vostri e ai nostri lavori.
Dico sinceramente che le loro relazioni sono state tutte apprezzate.
Le problematiche affrontate sono state diverse, poi nella coda dei lavori, siamo entrati in quell'imbuto, dove era fatale entrare, cioè questione relativa alla realizzazione del cosiddetto molo di levante, però sebbene procedendo con molta sintesi io vorrei fare qualche riflessione su ciò che è stato detto, con riferimento al sistema portuale abruzzese.
Procederò davvero per pillole e proprio per questo ho preso degli appunti.
Anzitutto, argomento del quale non si è parlato, noi dobbiamo puntare alla Istituzione della Direzione Marittima a Pescara, ci dobbiamo sganciare da Ortona, è tempo di farlo, da Ancona, certo.
È tempo di farlo, lo dobbiamo fare.
Il lapsus forse deriva dal fatto che istituendo la Direzione Marittima a Pescara, Ortona sarà elevata a Capitaneria di Porto, e in prospettiva a questo riguardo io penso anche, ripeto, in prospettiva, penso anche a Giulianova.
Le aree portuali.
Sono sufficienti, sono insufficienti?
Anzitutto qualcuno ha detto, "Dobbiamo vedere cosa fare di questo porto, prima di stabilire se le attuali aree sono sufficienti oppure no", però in ogni caso io non vedrei ostacoli insormontabili perché abbiamo a disposizione delle aree contigue, confinanti, e mi riferisco all'ex Cofa, e perché non è possibile acquisire una parte, intendiamoci bene, quella necessaria, una parte di quelle aree.
Quanto all'autorità portuale, e naturalmente non ci riferiamo a quella di nomina governativa, io ricordo che la Regione Abruzzo, credo ne abbia parlato l'avvocato Ranalli, è stata demandata con compiti di programmazione, di coordinamento e di promozione.
Piano Regolatore Portuale.
Bisogna farlo, ma io vorrei anche dire lo si sta facendo, ci si sta lavorando, e questo diventa uno strumento indispensabile di fondamentale, insostituibile importanza per segnare un destino piuttosto che un altro o un altro ancora del porto di Pescara.
Così come bisognerà risolvere il problema della dogana.
Però il punto è quello, il secondo braccio.
Allora io vorrei chiarire una volta per tutte ciò che ripetutamente è stato detto in quest'aula.
Nessuno di noi, sottolineo, rimarco, nessuno di noi è contrario al potenziamento delle infrastrutture portuali di Pescara.
Preciso ulteriormente, nessuno di noi è pregiudizialmente contrario alla realizzazione del molo di levante, anzi, tutti vogliamo completare le opere, ma purché siano opere sostenibili dal punto di vista ambientale, questo è il punto.
Sostenibili, nel rispetto di quel principio che abbiamo fatto nostro, sancito a Rio de Janeiro nel 1992.
È chiaro che qualsiasi tipo di intervento a mare o a terra o in cielo, produce un impatto ambientale, lo sappiamo.
Noi stessi siamo dannosi all'ambiente, per il solo fatto di respirare, perché immettiamo ossigeno ed emettiamo anidride carbonica.
È evidente che c'è sempre un impatto.
Che cosa bisogna verificare?
Se questo impatto ambientale è sostenibile.
E allora, richiamandomi a quel che diceva, mi pare, il professor Polacco, "Qui tutti san dire, qui tutti san fare", ricordo che proprio per evitare di muoversi all'insegna di questa logica, noi abbiamo da tempo, da molto tempo investito dalla questione l'ANPA, che è l'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente, e io non ho alcuna difficoltà, lo dico anche agli amici Consiglieri Comunali presenti questa sera, non ho alcuna difficoltà ad affermare, che comincio ad avere dubbi sulla volontà reale dell'ANPA di darci delle risposte serie e concrete.
Troppi indicatori ci portano a questa conclusione, e infatti noi cosa abbiamo detto?
Vogliamo il porto, scuole di pensiero molto diverse, ciascuno con le proprie competenze o con le proprie incompetenze, ci siamo rivolti all'Agenzia Nazionale.
Cosa dovevamo fare?
Mi chiedo perché l'ANPA non ci dà risposte.
Ormai già da qualche tempo avrebbe potuto farlo.
Siamo però in presenza di questa situazione di stallo, e forse, mi rivolgo sempre ai colleghi Consiglieri presenti, forse sarà il caso di riprenderlo questo discorso in Consiglio Comunale, per i necessari e doverosi approfondimenti.
La diga foranea è stata dannosa, non c'è alcun dubbio, e questo è riconosciuto a tutti i livelli, è riconosciuto anche dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Chissà, forse se la diga foranea non fosse stata realizzata a poche decine di metri dalla foce, ma molto
più in là, i guasti che oggi registriamo sarebbero stati molto temperati, ma qui sorge un altro preoccupante punto di domanda, è il secondo.
Dov'è il progetto originario?
Sembra non sia possibile rintracciarlo, anche se proprio ieri occasionalmente ho avuto notizia che stiamo seguendo una buona traccia.
La diga foranea è stata dannosa, miracolosa per la sicurezza dell'ingresso, dell'uscita, per carità, quindi preziosa per la nostra marineria, però i danni ambientali li ha causati, e guardate, non servono gli aerei, non servono i luci, basta andare a Colle del Telegrafo, i pescaresi sanno a cosa mi riferisco, e durante una bella giornata e si vede quello che accade.
Le acque del fiume che un tempo penetravano in profondità, incontrano questa barriera e si piegano soprattutto a nord, si vede il pennacchio tale e quale.
Ecco perché tutti noi come pescaresi, come uomini normali, ci poniamo delle domande, rispetto alla realizzazione del secondo braccio.
L'inquinamento.
Poi bisogna anche dimostrare che gli indici di inquinamento siano stati quelli per il fatto che c'è stato il dragaggio, questo bisogna dimostrarlo, se ci cade una tegola sulla testa, sappiamo sicuramente che riceviamo un colpo, ne verifichiamo gli effetti, ma non conosciamo i motivi per i quali la tegola è caduta.
E oltre questo, se vogliamo anche prendere per buona quella ipotesi, io non riesco a capire per quale motivo le operazioni di dragaggio oltre ad aver determinato la riduzione dell'inquinamento, avrebbero anche dovuto determinare la riduzione del processo di dolcificazione delle acque marine, questo non lo capisco, però forse qualcuno me lo può anche spiegare.
Non capisco perché la rimozione di fanghi inquinati ed inquinanti avrebbe dovuto determinare la salinizzazione delle acque o la riduzione della dolcificazione.
Il ricambio non c'entra, è un discorso che ho fatto anche perché cerco sempre di capire e di documentarmi, poi magari raramente ci riesco, ma la buona volontà ce la metto, perché vedete, la reale situazione è ancora quella, e come mai se i fanghi non rimossi a monte, quelli carichi di elementi inquinanti, sono già scivolati verso la costa, tant'è che i fondali si sono nuovamente abbassati, non aumenta il carico di inquinamento?
Perché?
Siamo in presenza di questa situazione, abbiamo dragato, benissimo, uno strato tolto portato a largo, si riduce l'inquinamento.
Nel frattempo i fanghi a monte sono di nuovo scivolati verso la costa e siamo già in una situazione di allarme, non dico di emergenza o di pre-emergenza, il che vuol dire che è una gran massa di fanghi che è già scivolata verso la costa.
Questi fanghi avrebbero dovuto di nuovo aumentare l'inquinamento delle acque marine, non accade?
Perché?
Allora io mi pongo il terzo punto di domanda.
Finora in passato è stato emesso oxystrong, mica sappiamo se per caso sia accaduto qualche cosa di simile ma non con l'oxystrong?
Se andiamo per deduzioni e per ipotesi, perché non ci mettiamo pure questa, e allora magari riusciamo anche a capire perché miracolosamente quell'indice è diminuito, e quegli indici perdurano ancora oggi nonostante lo scivolamento dei fanghi.
Facciamo mica niente di male se ci poniamo un problema di questo genere.
Allora, concludo, lo vogliamo il secondo braccio, lo vogliamo.
L'attuale progetto non può essere assolutamente realizzato, siamo di fronte ad ipotesi alternative.
Abbiamo detto come Comune all'ANPA, facci sapere che cosa succede.
L'ANPA non è riuscita, diciamo così, non è riuscita a pronunciarsi.
Allora noi dobbiamo ridiscutere della questione, almeno a mio parere per carità, noi dobbiamo ridiscutere di questa questione in Consiglio Comunale e io la penso così, forse sbagliando, e comunque si tratta soltanto del mio parere personale, se il secondo braccio è compatibile, si fa, se non è compatibile non si fa, perché se qualcuno mi dice di mettermi a disposizione 28 miliardi o 280 per sganciare tre o quattro bombe atomiche sulla città di Pescara, dico a quel qualcuno i miliardi tienili tu.
E quindi il ragionamento che faceva qualcuno tra i relatori mi sembra più che giusto.
Se ci sono varianti all'attuale progetto accettabili e sostenibili, ben vengano.
Ma chi lo deve decidere questo?
Il Consiglio Comunale?
Con quali competenze?
Certo, noi tutti ci stiamo occupando della materia da qualche tempo, forse anche da troppo tempo, ma una competenza specifica non l'abbiamo, e allora vi faccio sapere che stiamo ponendo una specie di ultimatum all'ANPA, va bene, che si sta agganciando a cavilli incredibili, per esempio abbiamo saputo qualche tempo fa che l'ANPA non vuole più fare valutazioni di impatto ambientale per le Regioni, per le Province e per le Regioni ma soltanto per i Ministeri, perché dice l'ANPA, noi siamo un'Agenzia Nazionale, per le altre cose ci pensano le ARTA o le ARPA, qui abbiamo l'ARTA.
Allora noi abbiamo bypassato anche questo problema, perché il Comune si è rivolto all'ex Ministero dei Lavori Pubblici, oggi Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha girato la pratica all'ANPA, però tutto era ancora fermo.
E allora abbiamo cercato di capire perché, e abbiamo appurato che tutto era ancora fermo perché la lettera che era stata scritta dal Direttore Generale Di Virgilio, dal Ministero delle Infrastrutture all'ANPA, non sarebbe stata sufficientemente chiara.
Quindi abbiamo ristabilito il contatto, tra Ministero e l'ANPA, ma se non avremo una risposta definitiva e seria in tempi ragionevoli, è chiaro che dovremmo imboccare un'altra strada, anche perché sapete benissimo che anche per i motivi che ho ricordato, a breve dovremo riprendere le operazioni di dragaggio.
Se riprendiamo le operazioni di dragaggio, è inutile andare a fare i carotaggi, andare a prelevare campioni per analizzarli.
Questo è lo stato delle cose, ecco perché io sinceramente pregherei tutti, di essere più cauti nell'esprimersi, perché c'è chi ha detto qui che alcuni tra noi sarebbero contrari alla realizzazione del molo di levante, e quindi al potenziamento delle infrastrutture portuali, e questo non è vero.
Insomma, io che cosa vorrei?
Si tratta di un auspicio, per carità.
Io vorrei che la smettessimo di fare la corrida, non quella televisiva di un tempo, quella spagnola, che la smettessimo di fare la corrida, e di schierarci su fronti strumentalmente opposti, perché tutti vogliamo il potenziamento del porto e tutti vogliamo, a meno che qualcuno non dica il contrario e abbia il coraggio di farlo apertamente, platealmente, pubblicamente, e tutti siamo per la tutela dell'ambiente, e per la protezione della economia portante della nostra città, che è quella turistica, che è quella balneare con tutto lo sterminato indotto che conosciamo.
Allora, facciamo un tavolo di unione, perché i tavoli di riunione non servono a nulla, quando ci si siede intorno a quei tavoli con preconcetti molto forti.
Se questo è il presupposto, vogliamo il porto ma non vogliamo danneggiare l'ambiente marino e l'economia pescarese, troviamo insieme una soluzione, altrimenti noi continueremo a girare intorno all questione e non ne usciremo mai.
I finanziamenti non li perdiamo, non li perdiamo, e non avremo neppure penalità, anche su questo, basta con il terrorismo, che tanto non ci fa paura.
Lasciamo perdere certe estremizzazioni, lasciamo perdere, non li perdiamo, faremo una variante seria e cercheremo di costruire per davvero il porto del futuro, per una città del futuro che è capofila in Abruzzo, e anche in tutto il centro sud.