Il sito è stato realizzato e curato da
Marco De Marinis
 
Porto di Pescara
Comitato per un nuovo porto in sintonia con la città e l'ambiente

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Difese di spiaggia
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Associazione culturale BORGOMARINO
Legambiente
Federazione Autonoma Balneare F.A.B.
Antonio SPINA
ing. Gianfranco PISELLI
ex direttore dell'A.R.T.A. Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente

 

L'inquinamento che negli anni passati si accentrava solo in alcuni punti del litorale, in particolare nelle vicinanze delle foci, si è esteso non per l'aumento dei punti di emissione di elementi inquinanti, ma per una diversa distribuzione degli stessi su una superficie più ampia dovuta alla costruzione della diga foranea in quanto il flusso del fiume è stato indirizzato sulla costa, soprattutto a Nord, provocando i divieti di balneazione fino a via Mazzini.
La diga stessa d'altronde non ha creato l'inquinamento, ma lo ha diffuso sulla costa in maniera diversa da quanto succedeva nel passato.
I parametri che rilevano l'inquinamento, d'altra parte, cioè colibatteri fecali, sono degli indicatori di presenza di inquinamento.
Gli interventi devono essere rivolti non ad eliminare la presenza degli indicatori, ma le cause dell'inquinamento stesso, quindi non bisogna ricorrere all'uso di disinfettanti. Ma come ha spiegato l' ing. Mario RUSSO, anche disinquinandolo, il fiume, data la presenza della diga, continuerebbe a trasportare sulla costa acqua dolce modificando la salinità in quel tratto di costa. Si sta determinando un lento, ma inesorabile, cambiamento dell'ecosistema a causa dello sconvolgimento della sedimentazione (sabbia fine nei pressi della Madonnina e argilla più grossolana andando verso Nord).
Per assurdo si potrebbe dire che la diga ha avuto un ruolo positivo perché ha portato alla luce i problemi legati all'inquinamento del fiume.

Rilevazioni dei colibatteri fecali sul litorale di Pescara.