La
parola ai cittadini:
Questo spazio ospiterà
i pareri dei cittadini che vorranno intervenire sull'argomento.
18 Agosto 2002: Riceviamo da “Pasquino”
e dedichiamo all’on.Sospiri e al Governatore Pace (con buona...
Pace del Sindaco)
Ho letto su"Il Tempo" dell'altro ieri come il progetto di
mandare acqua in Puglia comporti la riduzione drastica delle portate
del Fiume Pescara, soprattutto in estate. Mi sembra che l'articolista,
per altro ben informato, abbia omesso, tra le sue previsioni relative
alla eventuale realizzazione di quel progetto e degli altri, che pure
comportano un prelievo di acqua dal fiume Pescara, di immaginare cosa
accadrà al porto canale se la portata del Fiume si ridurrà
a meno di un terzo di quella attuale.
E' certo, in primo luogo, che aumenterebbe di molto l'interrimento del
porto canale, considerato che la portata in uscita, e quindi la velocità
dell'acqua, e, quindi, la capacità della corrente di trasportare
a mare il limo del fiume, diminuirebbe drasticamente.
Ma non solo!
L'acqua del mare, mancando quella del fiume, risalirebbe lungo il corso
d'acqua, inquinando, probabilmente, le falde superficiali e mettendo
in grave pericolo tutta la vegetazione prossima al Pescara, che affonderebbe
le sue radici in acqua salmastra anziché dolce.
E la residua acqua dolce, inquinata, che galleggia sull'acqua salata,
continuerebbe comunque, sebbene in misura ridotta per la sua minore
quantità, a riversarsi, per effetto della diga foranea, sulla
spiaggia!
Potrebbe verificarsi, quindi, che si ristabilisca lungo il fiume quella
popolazione di cannolicchi che l'acqua dolce ha sfrattato dal mare;
al mare, invece, andremo a pescare i pesci d'acqua dolce che sul fiume
non potranno più vivere!
Si tratterà di cambiare abitudini. Ma a cambiarle non sarà
la marineria di Pescara, che sarà stata, intanto, sfrattata verso
altri porti, visto che nel porto canale potranno rientrare solo le canoe
e, forse, i mosconi.
Di buono c'è che quando il porto sarà chiuso, per impraticabilità
dei fondali, si potranno allora distruggere tutte le opere, compresa
la diga foranea, pensate (male) per proteggere il porto.
E sarà allora completa l'opera di fare e disfare che pare sia
la principale attività dei nostri tecnici marittimi.
E mi spiego.
Alcuni anni or sono fu prelevata sabbia dall'arenile antistante la Madonnina
del Porto per riportarla, come ripascimeto morbido, sulla spiaggia davanti
a piazzale Le Laudi, ma non si tenne conto che le correnti l'avrebbero
spostata davanti all'ingresso del Porto Turistico.
Quando ciò è puntualmente avvenuto si è ripresa
la stessa sabbia e si è riportata, in parte, davanti alla Madonnina
(che intanto è stata messa in temporaneo riposo, forse perché
non vedesse tutte queste stranezze) mentre la parte restante più
sporca (per rispetto, sempre, della Madonnina) è stata riportata
sulla spiaggia di piazzale Le laudi.
E così pure sono state rimosse, dopo anni di glorioso servizio,
le scogliere a mare realizzate a fianco del molo nord, e riportate,
forse, sulle montagne da cui erano state strappate!
Quali altri progetti megagalattici dovremo aspettarci?
Quali fantasie sono al lavoro per idearli e realizzarli?
Spero, comunque, che ci diano prima il tempo di sfollare da una città
alla quale tanti e gravi
danni non riuscirono ad infliggere nemmeno gli aviatori alleati con
i loro terribili bombardamenti!
Pasquino
Risposta
del Comitato.

Rispondiamo al nostro amico
Pasquino con una foto all’infrarosso termico, una tecnica che
mette in rilievo l’evidenza degli insabbiamenti: è visibile
a destra del porto turistico quella che scherzosamente chiamiamo la
"corrente di Padovano"(Riccardo).
Infilandosi da sud tra la strana disposizione di scogliere di Piazza
Le Laudi, la corrente trasporta evidentemente la sabbia verso l’ingresso
del porto turistico.
Il quale porto turistico proprio non ne ha bisogno, provvedendo già
da solo ad insabbiarsi (si veda il sito nella relazione
di Marco De Marinis).
Ma per chi avesse ancora dei dubbi, dia uno sguardo attento agli insabbiamenti
dell’avamporto, provocati dalla diga foranea.
Gli insabbiamenti sono già stati valutati in 1.000.000 di metricubi
e più.