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Marco De Marinis
 
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Intervento del dott. DAMIANI nel Consiglio Comunale del 9 OTTOBRE 2000


Stralcio del resoconto stenografico del
CONSIGLIO COMUNALE" APERTO"
DEL 09 OTTOBRE 2000

PRESIDENTE (Nino Sospiri):
Bene, diamo il benvenuto al dottor DAMIANI, peraltro pescarese e già nostro collega in quest'aula, attuale Direttore dell'ANPA.
Prego, dottor DAMIANI.
La parola al dottor DAMIANI.

Dottor DAMIANI, direttore dell'ANPA Agenzia Nazionale per l'Ambiente:
Buongiorno a tutti. Io siccome vengo chiamato a parlare per primo, dirò quello che mi pare possa inquadrare l'argomento per quanto attiene l'Agenzia Nazionale, poi se vi fossero domande specifiche, in maniera concisa organizzerò delle risposte.
L'Agenzia Nazionale per l'Ambiente, chiamata dal Sindaco ha in marzo del 2000 approvato presso il proprio Consiglio di Amministrazione una convenzione con il Comune dì Pescara.
La convenzione è a titolo gratuito, nel senso che il Comune non paga il personale, le prestazioni dell'Agenzia Nazionale, le commissioni e quant'altro necessario per il personale e per il lavoro, quindi software, la modellistica...
La convenzione ha come oggetto lo studio ambientale dell'area portuale sia rispetto alla situazione attuale, sia rispetto alla situazione che verrebbe a determinarsi con la creazione del nuovo molo.
In particolare la convenzione prevede che l'ANPA debba valutare tutte le carte, tutti i dati progettuali, per offrire al Comune tutti i dati tecnico-scientifici sia di fotografia dei vari scenari della situazione, e sia di indicazione di miglioramento sostanziale o di mitigazione, quindi uno scenario di possibilità, entro cui il Consiglio Comunale può valutare.
Sostanzialmente si tratta di mettere a disposizione di voi decisori, quanti più possibili scenari per poter intervenire.
L 'Agenzia Nazionale magari a Pescara sembrerà un oggetto misterioso, sapete tutti che è stata istituita dalla legge 61 del '94, è diventata operativa soltanto a fine del '96 ed io sono stato il primo Direttore.
Attualmente l'Agenzia consta di circa 600 tecnici, di cui una settantina di geologi, più di novanta ingegneri e anche modellisti, e ha fisici, chimici, biologi, naturalisti, esperti di mare, tutta gente diciamo in massima parte reclutata tramite trasferimento da istituzioni tecnico-scientifiche di eccellenza e di prestigio, in Agenzia, ed un centinaio di contratti esterni, la cosiddetta flessibilità, per esperti esterni e che comunque lavorano in Agenzia.
Tuttavia l'Agenzia non fida solo sulle sue forze, questi studi li fa con l'intero sistema delle Agenzie Regionali che allo stato attuale consta di circa ottomila addetti in tutta Italia, con grosse attività anche sul mare, come in Toscana, a Trieste, a Genova.
Contratti di collaborazione con tutte le principali istituzioni scientifiche nazionali ed internazionali.
Abbiamo anche un ufficio, un distaccamento fisso a Washington DC, che ha contatti continui con I'IPA, agenzia americana, che ci aiuta, e viceversa, rispetto ai problemi che richiedono l'avanguardia e l'eccellenza che è richiesta ad un paese che si trova nel G8.
Bene, con questa convenzione noi ci eravamo impegnati in 60 giorni a dare uno studio preliminare, in 90 giorni, e pensavamo di essere arrivati ad oggi con uno studio definitivo e consegnato.
Faccio presente che questi studi hanno come grossa difficoltà il fatto che l'Agenzia, essendo un organo di Stato, non può in nessun modo utilizzare i dati non validati, quindi ha necessità di lavorare con dati che abbiano una fonte certa ed una validazione assolutamente inoppugnabile.
Il rapporto pattizio, a due, tra ANPA e Comune, serviva sostanzialmente a due cose: la prima è reperire nuovi dati qualora fossero stati ritenuti necessari o indispensabili per la completezza del lavoro, quindi anche se la convenzione ha come oggetto... vediamo solo l'esistente, spesso c'è bisogno, come vedrete tra poco, di acquisire nuovi dati.
Il secondo punto che attiene alla normalità della operatività che noi abbiamo con tutte le città con le quali abbiamo convenzioni è quello di avere una sede, un luogo di coordinamento, dove i vari soggetti istituzionali mettono a disposizione quello che possono.
Per fare un esempio, a Venezia c'è una cosa del genere, a Genova pure, quando noi dobbiamo lavorare in questa città il Comune ci fa sempre trovare presente Capitaneria di Porta, Provincia, i Consigli dì Quartiere, i Sindacati, CONFINDUSTRIA, Associazioni di Categoria in maniera tale che tutte le conoscenze di dati possono contribuire, oppure se c'è qualcosa la Capitaneria metterà l'imbarcazione... e l'Agenzia Regionale le analisi e così via, e quindi c'è possibilità di andare avanti.
In realtà noi abbiamo avuto serie difficoltà e siamo quindi in forte ritardo sui programmi perché ad oggi, anche se adesso pare che la situazione si stia sbloccando, non abbiamo avuto mai a disposizione il materiale su cui lavorare.
Non abbiamo mai avuto a disposizione il progetto, non abbiamo mai avuto a disposizione uno studio di valutazione ambientale che anche se datato 1987 parrebbe esistere.
Questo studio non esiste presso il Ministero dell'Ambiente perché all'epoca interpellato per richiesta di parere, dichiarò la richiesta, servizio V.I.A., Valutazione di Impatto Ambientale, irricevibile in quanto l'opera è antecedente alla data della legge che impone la valutazione di impatto ambientale.
E quindi le carte furono semplicemente non accettate, furono visionate, ci fu una lettera di risposta, ma non ci fu valutazione di impatto ambientale.
Su questo punto occorre essere molto chiari la valutazione di impatto ambientale è disciplinata da una legge e prevede un iter anche abbastanza rapido, dì circa 90 giorni in cui il proponente dell'opera fa uno studio che si chiama S.I.A., Studio di Impatto Ambientale.
Questo studio viene pubblicato in maniera tale che ciascun Amministratore, ciascun cittadino interessato possa valutarlo, c'è una fase pubblica in cui tutte le obiezioni, le osservazioni vengono raccolte, dopodiché c'è un'istruttoria ed una Commissione Nazionale di Scienziati, che è la Commissione Nazionale per la Valutazione di Impatto Ambientale, alla fine dà un verdetto tecnico-scientifico.
Questo verdetto, che può essere no all'opera, sì pieno all'opera oppure di mezzo sì a condizione che, diventa oggetto di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell'Ambiente, ed è evidente che quindi l'opera va riprogettata e rimodulata nella sua veste definitiva sulla base di questo decreto.
Io questo lo debbo dire perchè a Roma, il giorno 3, abbiamo sentito un'amenità da parte delle Opere Marittime di Ancona, "... c'è una valutazione di impatto ambientale!".
No, no è la stessa differenza che passa tra uno studente che si è preparato e dice "io ritengo di aver superato l'esame".
No, non c'è stato esame, tu dici che sei pronto, ma adesso ti dobbiamo valutare.
Detto questo, tuttavia non siamo stati fermi, ed abbiamo raccolto tutta la documentazione che si poteva raccogliere in tutti gli Enti, e abbiamo rimesso al Sindaco di Pescara il19 settembre un primo draft, un primo rapporto, sulla base di tutti i dati di cui potevamo rispondere.
Questi dati riguardano sostanzialmente la documentazione di rilievi condotti dall'Agenzia direttamente in sito; la documentazione disponibile concernente le basi topografiche dell'Ente in vari archivi, Regione Abruzzo, Istituto Geografico Militare, Genio Civile, presso l'Istituto Centrale per la Difesa del Mare, per l'arco di tempo compreso tra il 1800 e il1997.
Abbiamo infine acquisito tutti i dati che l'Agenzia Regionale di Tutela Ambientale Abruzzo e ci ha inviato
rispetto all'inquinamento e rispetto alla balneazione.
Tutto questo è stato messo in georeferenziazione su un software di tipo GIS, vale a dire un sistema che consente di sovrapporre a strati tutti questi dati e consente di leggerli  in trasparenza per elaborazioni, per vedere cosa viene fuori.
Ecco sulla base di questo primo studio, noi, l' Agenzia ha individuato intanto nella attuale diga foranea uno dei punti cruciali e cardine della vicenda.
Mettendo a confronto le aerofotogrammetrie satellitari, le foto ad infrarossi fatte con gli aerei, le analisi dei prelievi fatti in mare durante la balneazione, le prospezioni che ci davano i modelli matematici di diffusione, del tipo, ma non uguale, a quelli utilizzati dal professor MATTEOTTI, si dimostra come la diga foranea di fatto costituisce una sorta di ombrello davanti al fiume, e che quindi le acque fluviali sbattendo contro la struttura rigida e poi così posizionata e così fisicamente realizzata, attua dei fenomeni di diffusione sotto costa delle acque del fiume.

Questo comporta non soltanto che le acque del fiume tornino sotto costa, ma un'estrema variabilità della situazione dell'inquinamento, rispetto ai venti, rispetto alle correnti, ma anche rispetto alla portata del fiume, e quindi c'è un fronte di inquinamento superficiale che galleggia sull'acqua marina che è più densa che perennemente costituisce e costituirà un problema per la balneazione.
Questo fronte ripeto è molto variabile, e a volte si staccano delle zolle delle isole di acqua dolce, inquinata, che possono andare a colpire anche più a nord fino al Saline, ed oltre.
Questo fenomeno è molto spiccato verso nord, meno verso sud, perché verso sud c'è un pennacchio che mette a riparo, per molti giorni all'anno, buona parte della costa, anche se a sud il problema c'è ed è comunque presente.
L'Agenzia ha individuato, come ha segnalato prontamente al Comune, anche un altro problema, non è, solo un problema di inquinamento, ma c'è un problema di natura sedimentologica in atto.
E non parliamo soltanto degli interrimenti, del cambio del batimetrie ma si parla del cambio della tipologia fisica dei sedimenti.
Cioè il fiume non trasporta solo inquinamento, ma trasporta anche limo, e questo limo ovviamente con le acque dolce va a sommarsi, ad intonacare, per adesso a mischiarsi con la sabbia e quindi c'è un processo di, non so se si può dire, limizzazione dei litorali.

Questo processo potrebbe diventare importante e preoccupante nel caso di una forte piena come quella del '92 in cui buona parte del litorale potrebbe trasformarsi da come lo conosciamo noi oggi a qualcosa che assomiglia di più al fango di un fiume, ma è comunque un fenomeno continuo che pian piano sta interessando i litorali.
Questo ci impone di ragionare non soltanto rispetto all'inquinamento, ma anche rispetto alla salvaguardia della tipologia dei sedimenti, in quanto quantunque riuscissimo a sanare il fiume, questo processo di  limizzazione sarebbe inevitabile, perché questo è il trasporto solido, naturale, tra virgolette, del fiume.
Dico naturale tra virgolette perché una volta il fiume aveva la ghiaia e quindi i limi erano sotto la ghiaia,adesso che dal '43 agli anni '75 è stato tutto dragato, l'acqua scorre sul limo ed è indubbio che questo limo venga portato via.
I limi vengono anche dalle piogge, dalle colline, sono una cosa veramente inevitabile.
Magari con una buonissima politica territoriale si può ridurre il fenomeno anche in maniera molto drastica, ma una certa quantità di limo c'è sempre.
Questa conclusione ci ha portato a porre, non dico come conclusione,ma come nostra necessità scientifica, la necessità di ridiscutere tutto, ivi compreso la diga foranea.
Non è possibile affrontare uno studio a bocce ferme, dove cioè ci siano elementi di rigidità che non ci consentano di offrire soluzioni che possono avanzare verso un decisivo miglioramento senza affrontare l'argomento diga.
Questa cosa l'abbiamo detta chiaramente alla riunione che c'è stata a Roma il 3, dove c'erano molti Consiglieri Comunali, la Presidente PETRl della Commissione, c'erano le Opere Marittime, il Direttore Generale dei Lavori Pubblici, il Direttore del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l'Agenzia Nazionale.
Abbiamo detto che per poter fare una cosa seria dobbiamo mettere in discussione la diga anche integralmente.

Se i modelli matematici ci dicessero che quella cosa lì non basta settarla, romperla, orientarla ma va completamente spostata o eliminata, ci dovete dare la libertà di prenderlo in considerazione, altrimenti le soluzioni sarebbero limitate, parziali e destinate al fallimento.
In realtà vi risparmio il carteggio, se necessario, se qualcuno lo chiede, poi lo diremo, dei tentativi di acquisire la documentazione per poterci presentare oggi con un lavoro finito.
Questo carteggio ha visto molti viaggi ad Ancona, richieste, Ancona ci diceva "io rispondo al Sindaco",
da qui però non ci arrivava documentazione, pare che questa documentazione sia finalmente in copisteria che si sarà fornita attraverso il Comune, e speriamo di poterla acquisire nei tempi più rapidi per poter lavorare.
Ma ci sono due elementi di novità, il primo elemento è che questa documentazione, seppur acquisita, pare che sia invecchiata nel frattempo, perchè ci hanno detto, sempre il 3, che è in corso una variante progettuale.
Ci danno un progetto non più reale.
Questa variante andrà, ci hanno detto, al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il 25 di ottobre, adesso, e quindi noi rischiamo di avere finalmente le carte, ma vecchie.
Ci è stato promesso che ci daranno nel più breve tempo possibile le nuove carte progettuali,ma credo che questo fatto sia dovuto, non solo alle perplessità che abbiamo messo per iscritto dal punto di vista tecnico e scientifico, ma anche dalla condivisione che un approfondimento tecnico-scientifico e assolutamente necessario.
Su questo c'è stato il 3 condivisione assoluta da tutte le Parti, abbiamo scoperto che gli studi batimetrici sono anziani e che datano 1984, personalmente vi devo dire che è una cosa inammissibile.
Chi di voi, facevo una battuta, la voglio rifare per farci capire importanza insomma, chi di voi si farebbe operare ai reni, agli occhi, ad un fegato, sulla base di una sola analisi fatta nel 1984, su una decisione presa nel 1987 e realizzata oggi.
Come minimo dobbiamo rivedere come stanno le cose?
Quindi i dati sono vecchi ed una serie di cose che aveva chiesto in sede di Commissione Consiliare
al Comune di Pescara, sono state ritenute indiSpensabili anche dalle altre parti, e quindi questo studio verrà ampliato e finanziato dal Ministero, ci è stato promesso, del Lavori Pubblici.
Questo riguarda:
1.     uno studio sulla situazione attuale della batimetria;
2.     dei carotaggi, per vedere nella memoria storica dei sedimenti l'evoluzione che c'è stata prima e dopo la realizzazione della diga foranea;
3.     delle analisi sia di tipo chimico-fisico che microbiologico, per poter vedere come sta evolvendo la situazione e quindi come dobbiamo reintervenire per orientarla o per stoppare le negatività.
In quella sede si è posto, mi avvio alla conclusione, il tema...
Beh devo dirvi che dal punto di vista tecnico-scientifico non c'è stata partita, quando abbiamo esposto che cosa facevamo con la Commissione Consiliare e con il Comune, non solo hanno detto che era assolutamente indispensabile, ma che avrebbero ampliato e pagato loro, quindi sotto questo profilo non c'è stata storia.
Invece la storia c'è stata rispetto al problema, e chiudo, se sospendere o meno i lavori in questa fase.
È evidente che dal punto di vista istituzionale io sono il Direttore di un'Agenzia che ha un rapporto istituzionale con il Comune e leggi e Regolamenti che sono gli steccati entro cui mai, non solo non sono uscito, ma non mi sono neanche avvicinato ai confini.
Questo è importante perché le istituzioni sono una cosa seria, e noi le dobbiamo onorare nel modo più fermo e più forte.
Non ho mai espresso giudizi politici su questo argomento né pregiudizi di sorta, noi parliamo sulla base di dati validati.
Detto questo, debbo dire che sicuramente non è competenza dell'Agenzia istituzionale potersi
esprimere in questa direzione.
Nell'animata riunione del 3 ottobre a Roma è stato chiarito questo, in tutti i modi il Direttore Generale DI VIRGILIO, ha spiegato che questa è una decisione che attiene il mondo della politica e che noi possiamo solo dire quelli che sono gli scenari, lui di tipo amministrativo, noi anche di tipo più tecnico-scientifico relativo all'ambiente.
Ha detto pure che vi erano svariati precedenti, in un senso e in un altro.
Ecco noi dal punto di visto tecnico-scientifico possiamo dire che fermare i lavori sarebbe cosa buona e desiderabile, in quanto se andiamo a riepilogare e non siamo stati messi purtroppo in condizioni di poter arrivare ad oggi ad uno studio finito dove si potevano prendere delle decisioni, a questo punto l'alternativa è, o l'Agenzia esce fuori di scena, perchè le cose andranno in quella direzione, e noi pensavamo di anticipare l'apertura dei lavori con i nostri rilievi e l'apertura dei lavori ci ha ovviamente spiazzato.
Quindi o l'Agenzia esce fuori di scena, e quindi si ritiene che si possa andare avanti così, oppure se resta in scena deve prendere atto che i lavori sono stati iniziati, era desiderabile che ciò non avvenisse e invece è avvenuto, ed i motivi per cui c'è questa non desiderabilità è perché:
1.     se i lavori andranno ad incidere su fattori fisici che dovremo ancora determinare, i nuovi dati da acquisire, sicuramente     si trucca, diciamo, la situazione ambientale con modificazione in atto;
2.     perchè abbiamo paura dì elementi di rigidità, un conto è ragionare su un'ottimizzazione potendo muovere un pezzo dì qua, un pezzo dì là, agendo sulla diga, sul molo, sulle coronelle di scogli, un conto è invece avere elementi rigidi che non ci danno più scelta progettuale, e noi rischiamo di fare uno studio che dicesse: "qui sarebbe meglio fare questo, ma non si può, meglio dì qua, ma non si può, qui magari si poteva fare in un altro modo, ma è stato già realizzato", diventa una cosa che ingessa troppo la situazione dal punto di vista tecnico-scientifico.
È stato posto, comunque non da noi, ma io lo ripeto per onore di cronaca, il problema dei finanziamenti, e cioè se lo studio dell'ANPA, o all'unanimità tutti i tecnici dicessero che questa è la soluzione progettuale per ottimizzare tutto, che costa 15 miliardi netti, 20 miliardi, si capisce che mentre i fondi per la fine dei lavori e l'iter di approvazione c'è stato, quindi quei  lavori vanno avanti, i lavori di ottimizzazione rischierebbero di rimanere uno studio iscritto nel libro dei sogni e delle cose belle da fare.
Questa è la situazione che ci siamo trovati davanti.
Non ho detto, torno un attimo indietro, che la modificazione dei limi non è soltanto un fatto che va a colpire la balneazione, ma interessa anche la pesca, la produttività del mare, in quanto tutta la vita della sabbia da cui origina poi la vita fino ad arrivare ai nostri merluzzi in una zona che è quella della riproduzione del mare, la più calda, la più sottocosta: se cambia sedimentologia scompariranno telline, cannolicchi, vongole e quindi tutta la filiera delle catena alimentare rischia di essere compromessa nelle zone di riproduzione.
Quindi non c'è solo un problema di balneazione, ma anche un problema di pesca.
Questo lo devo dire perché è  un'anticipazione di quello che scriveremo sul rapporto definitivo.

I tempi, e chiudo, veramente...
Il Sindaco ci ha chiesto con una lettera molto ultimativa di chiudere entro il 31 dicembre altrimenti tutta l'operazione per i lavori avviati, dovrebbe essere comunque interrotta, per la valIdità della convenzione.
È necessità dell'Agenzia Nazionale, ma, abbiamo sentito il 3 anche dei Lavori Pubblici, anche di tutte le parti, di estendere questi tempi, perché sicuramente davanti ad un progetto che ancora vediamo, che è quello del 25 di ottobre, sarà impossibile in un tempo così bruciante pervenire ad un qualcosa di serio e concreto per il 31 dicembre, speriamo di farcela entro fine gennaio, per febbraio, lavorando strenuamente, se partono subito le analisi che abbiamo richiesto, che sono state condivise ed estese.
Se partono questi elementi di acquisizione, se ci danno subito il nuovo ed ultimativo progetto, quello è meglio acquisirlo così intanto cominciamo a lavorarci, io penso che i tempi, nell'ordine dei giorni e mesi, e non di decenni o anni, devono necessariamente slittare, e questo è un punto su cui vorremmo una risposta per evitare di lavorare strenuamente fino al 31 dicembre, per poi strappare tutto il lavoro perché non sarà servito a nulla.
Attualmente io ho cinque persone fisse distaccate, tutte di altissimo livello, veramente il meglio che c'è in Italia su questo argomento, ed una rete stellare di rapporti e collaborazioni attorno questo progetto.
Se mi si danno gli elementi per andare avanti, il lavoro che verrà prodotto senza dubbio sarà di alto livello.

PRESIDENTE:
Grazie dottor DAMIANI, naturalmente se è possibile La prego di trattenersi così da ascoltare anche le argomentazioni dei colleghi Consiglieri.