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Marco De Marinis
 
Porto di Pescara
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GIUGNO 2002

Notizia tratta da "IL CENTRO"

Problemi nel porto:

«Il dragaggio va fatto subito»
 
PESCARA. «La classe politica dovrebbe essere più sensibile e attenta ai problemi portuali». Il comandante in seconda della guardia costiera, Enrico MORETTI, non ha pronunciato questo monito a caso.
Ieri mattina la "Sun Bay" ha avuto qualche problema ad entrare nel porto canale.
«Il pescaggio della nave è di 5 metri, mentre qui ha dovuto mantenersi su una profondità di 3 metri e mezzo», aveva spiegato poco prima l'agente marittimo Giuseppe RANALLI (ma come,non aveva sbandierato ai quattro venti che la nave pescava 3,50 m? n.d.Comitato). La colpa è del fango che ostruisce il porto canale.
«Fra un po' nemmeno più i mosconi entreranno», ha ironizzato il comandante MORETTI «se non si procede al dragaggio immediato e costante dei fondali, talmente intasati che in alcuni punti si potrebbe anche camminare sull'acqua senza affondare».
MORETTI dà la sveglia anche ai «tour operator che devono sensibilizzare le operazioni turistiche, perché questa è una regione che va scoperta, e gli imprenditori devono investire per migliorare la situazione marittima».


Nota del comitato a margine dell'arrivo della Sun Bay
E' arrivata in porto la Sun Bay, nave passeggeri, grande più o meno quanto la Tiziano, entrando a forza.
La sua chiglia è di 5 metri e il fondale di 3,5 metri.
E' rimasta in porto qualche giorno: altrettanti giorni sono rimaste alla fonda fuori dal porto ben 3 navi, che dovevano scaricare. Non lo hanno potuto fare perché la Sun bay bloccava l'ingresso e perché non c'erano altri accosti disponibili.
Se il Comune ha intenzione, come sembra,  di fare un ponte che collega le due riviere all'altezza della Madonnina, ammesso e non concesso che gli accosti sul braccio di levante funzioneranno, sarebbero sempre solo 3 gli accosti per le navi.
La bozza di progetto dell'arch. Alberto Polacco prevedeva 2 accosti sul nuovo molo nord, altri  3 accosti nella darsena a sud, detta "dei paladini", più 1 o 2 sulla banchina sud, tutti liberi e non dipendenti dagli altri
Secondo tale progetto il molo nord diventerebbe il prolungamento della passeggiata del lungomare, largo quanto quella, e attrezzato con panchine e giardini, in tal maniera il molo e l'intero porto diventerebbe un nuovo polo di attrazione della città, come lo è sempre stato.
La bozza di progetto prevedeva inoltre degli interventi sulla diga, causa di tutti i guai per la balneazione e delle secche nell'avamporto, che non si sa con quali soldi il Comune potrà mai mantenere a profondità sufficienti al movimento delle navi.
Le spiagge di Pescara, libere dall'influenza del fiume, come una volta, in futuro si sarebbero potuto fregiare anch'esse della bandiera BLU.
La soluzione classica: due piccioni (porto efficiente e spiaggia invidiabile) con una fava (un nuovo assetto del porto).

Problemi nelle spiagge:

Ritaglio de "IL MESSAGGERO" del 22 Giugno 2002

 

ALLARME A PESCARA:
LA SPIAGGIA "RIGURGITA" LA SABBIA DI FIUME INQUINATA


E' come se la spiaggia abbia voluto rigurgitare quella sabbia non di qualità, espellendo dal proprio corpo quelle sostanze estranee e maleodoranti. Il risultato del ripascimento con la sabbia dragata all'uscita del porto è sotto gli occhi di tutti (e il naso di tutti) sulla riviera sud di Pescara: una distesa scura e maleodorante con grosse sacche ribollenti di una sostanza schiumosa che fa pessima mostra di sè lungo 200 metri di litorale tra Il Circolo della Vela, lo stabilimento Riva d'Oro e La Playa. A placare gli animi dei balneatori infuriati non sono servite le giustificazioni della Provincia.

 

Ritaglio de "IL CENTRO" del 22 Giugno 2002

 

Sotto accusa gli interventi per il "ripascimento morbido". Gli ambientalisti in rivolta.
IL "MOSTRO" INVADE LA SPIAGGIA
Schiuma sulla riva, i bagnanti infuriati: è uno schifo


Una distesa di sabbia scura e maleodorante sul litorale prospiciente piazza Le Laudi. Da mercoledì scorso, quasi duecento metri di spiaggia, compresi tra Il Circolo della Vela,  lo stabilimento Riva d'Oro e La Playa, sono stati occupati da tonnellate di rena grigiastra che, oltre ad allarmare i bagnanti, hanno fatto infuriare i balneatori. E a placare gli animi non sono servite le giustificazioni della Provincia che, per un'opera di ripascimento partita nel mese scorso, ha trasformato quel tratto di arenile in un cantiere di lavoro. Una ruspa parcheggiata a pochi passi dal mare e il forte odore di nafta proveniente dagli scarichi di una nave officina, non fanno altro che alimentare la rabbia di questi giorni. Rabbia fomentata anche dalla tanta schiuma a ridosso della battigia.


Lettera del Comitato Porto di Pescara

   
Comitato PORTO DI PESCARA  

Antonio SPINA
Via Giorgione 3
65125 PESCARA
tel. e fax. 085 75557

 
 
 
Spett.le Redazione de
IL CENTRO
corso Vittorio Emanuele 72
65100 PESCARA

Pescara,22 GIUGNO 2002

RIPASCIMENTO MORBIDO DI PIAZZA LE LAUDI

Pur avendo l'anno scorso avvertito già le autorità, si è verificato quello che temevamo: cioè che il fango prelevato nel canale e nell'avamporto non è adatto a fare operazioni di ripascimento morbido delle spiagge in erosione.
I motivi sono di carattere evidentemente sanitario (l'acqua e il fango del fiume sono inquinati come dimostrato dal prof. Giaccio e dall'Istituto Zooprofìlattico, nel convegno di denuncia del 23 settembre 2000 da noi organizzato) e anche di carattere qualitativo: il fango non ha le caratteristiche minerali della sabbia e non può essere usato per ripascimenti su sabbia fine e dorata come quella pescarese.
Già la diga foranea, deviando il corso del fiume, fa questa deleteria operazione, giornalmente, soprattutto nelle parte della spiaggia a nord della stessa.
Essendo ciò cosa arcinota, ci preme sottolineare che, ciononostante, il rappresentante dei balneatori Riccardo PADOVANO, con le sue conoscenze politiche, è riuscito a far fare operazioni che negli anni hanno portato a questa situazione la spiaggia davanti a piazza Le Laudi ( si vada a vedere in proposito il sito www.portodipescara.com nel link sulla evoluzione della costa) dove l'argomento è trattato da una relazione dell'ing. Vittorio MARCONI.
Ma, a proposito, il dragaggio del fiume non era vietato durante la stagione balneare?
Aggiungiamo, per concludere, che togliere gli stessi scogli davanti alla Madonnina non porterà alcun beneficio alle secche createsi sotto i trabocchi, in quanto è la diga che le crea.
Gli scogli, lì, ci sono sempre stati, senza la presenza della diga, e di secche non se ne sono mai viste! (vedi foto d'archivio sul sito).
Oltretutto i mitili attaccati ad essi sono stati esaminati nel 2001 dall'Istituto Zooprofìlattico (vedi relazione di Marco DE MARINIS nella parte conclusiva) e sono risultati inquinati da salmonella del tifo! Forse ci vorrebbe qualche precauzione a permettere che i bagnanti ci camminino sopra a piedi scalzi e si taglino, anche se di un'eventuale possibile contagio, così contratto, non siamo esperti.
Ma tutte queste operazioni sbagliate, ci chiediamo, non sono fatte con i soldi dei contribuenti?


Distinti saluti.

 

 
per il Comitato Porto di Pescara
Antonio SPINA

 


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Notizie dal Comitato: MAGGIO 2002