Il sito è stato realizzato e curato da
Marco De Marinis
 
Porto di Pescara
Comitato per un nuovo porto in sintonia con la città e l'ambiente

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Comitato PORTO DI PESCARA  

Antonio SPINA
Via Giorgione 3
65125 PESCARA
tel. e fax. 085 75557

 
 
 
Alla Procura della Repubblica di Pescara
 
e p.c. alla Capitaneria di Porto di Pescara
e p.c. al Sindaco di Pescara
e p.c. ai Gruppi Consiliari del Comune
e p.c. al Presidente della Provincia di Pescara
e p.c. al Presidente della Regione Abruzzo
e p.c. C.C.I.A. Camera di Commarcio, dell'Industria e dell'Artigianato di Pescara
e p.c. al Genio Civile Opere Marittime di Ancona

Pescara,4 MARZO 2000

OGGETTO : PERICOLOSITA' DEL PORTO

I sottoscritti pescatori, avendo preso conoscenza della planimetria del nuovo porto e della relazione alla Variante al Piano Regolatore Portuale (Ufficio del Genio Civile per le opere Marittime di Ancona), dichiarano quanto segue: preliminarmente ci riportiamo, condividendolo in ogni sua parte, allo scritto datato 19/02/2000 a firma Antonio SPINA, inviato agli organi di stampa e a diverse autorità pubbliche, che si allega alla presente.
Dal progetto della costruzione del nuovo molo di levante si evince un restringimento dell'imboccatura compresa tra il fanale verde della diga foranea ed il fanale rosso del porto-canale, cioè dell'unica entrata sicura in caso di condizioni meteomarine avverse, in quanto l'altro potenziale ingresso a Nord non è praticabile a causa delle secche formatesi, dopo la costruzione della diga foranea.
E' da tenere presente che all'interno e alle estremità della diga, originariamente, c'erano circa 7/8 metri di profondità e già adesso, quasi uniformemente, 4/5 metri soltanto (circa 0,70 m l'anno in meno).
Con la costruzione del secondo lotto del porto (molo di levante con due banchine per l'attracco di traghetti passeggeri) la suddetta imboccatura di sud-est verrà a restringersi notevolmente, fino a compromettere in modo inaccettabile la nostra sicurezza in mare.
Difatti, dalle risultanze del progetto, la nuova distanza fra il fanale verde della diga ed il fanale rosso del nuovo molo di levante diventerà ridotta a circa 150 metri.
In caso di vento di traversia, cioè da nord-est (greco), il peschereccio, per rientrare nella ristretta imboccatura, deve traversarsi, offrendo la fiancata alle onde frangenti: si immaginino le conseguenze.
Senza il nuovo molo di levante, oggi, si riesce a manovrare in quanto l'ampio spazio a disposizione lo consente, ma una volta ultimata l' opera si rischierà la vita degli equipaggi.
Inoltre, dato che non si evince dal progetto la disponibilità per i pescherecci, che adesso ormeggiano in quarta o quinta fila, di avere a disposizione lo spazio della banchina commerciale sud né le banchine a monte fino al Ponte Vecchio (data l'opposizione finora fatta al dragaggio delle stesse) di quali vantaggi andremo a beneficiare?
Per quanto sopra esposto, noi sottoscritti pescatori ci dichiariamo contrari a questo progetto, chiediamo che il suo sviluppo venga attentamente valutato, proprio sotto il punto di vista della sicurezza e che le autorità e le amministrazioni preposte alla realizzazione del nuovo molo di levante si prendano le dovute responsabilità affinché si possano scongiurare disgrazie evitabili e danni calcolabili.

Firme di 109 pescatori.

 

 

 
per il Comitato Porto di Pescara
Antonio SPINA