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Marco De Marinis
 
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28 MARZO 2002
Notizia tratta da "Il Tempo" di giovedì 28 MARZO 2002        

pagina 33

POLEMICHE.
Uffici doganali.
Spedizionieri contrari al trasferimento.

Sul paventato trasferimento degli uffici doganali di Pescara, attualmente ubicati nella sede di via Andrea Doria (di cui abbiamo riferito nei giorni scorsi), dice la sua con toni molto critici il Consiglio Compartimentale degli Spedizionieri di Ancona, che ha competenza su Abruzzo, Marche e Molise.
"Apprendiamo solo dalla stampa (con sorpresa) di presunti spostamenti di cui questo Consiglio avrebbe dovuto avere conoscenza dagli organi istituzionali. Per quanto riguarda la categoria di cui questo Consiglio è portavoce, è appena il caso di ricordare che essa occupa a Pescara un numero elevato di addetti e rappresenta in dogana gli interessi di aziende di primario interesse nazionale ed internazionale. La Dogana di Pescara riscuote, grazie alle operazioni doganali di importazione, circa 20 milioni di euro all'anno, ed una percentuale di tale somma costituisce una voce importante del bilancio regionale. Uno spostamento degli spazi doganali causerebbe nesessariamnte una perdita di competitività della Dogana di Pescara, dal momento che le due aree proposte (Manoppello ed aeroporto) non assicurano il vantaggio logistico che offre il porto di Pescara: ovvero la facilissima raggiungibilità attraverso l'Asse Attrezzato. Ne deriva che una parte consistente del lavoro andrebbe perduto a favore di economie di altre regioni".
E sempre per suffragare le tesi contrarie ad ogni spostamento del circuito doganale vengono avanzate alcune considerazioni:
"Lo stanziamento medio di cinque-dieci automezzi al giorno nell'area del porto non costituisce ostacolo al normale svolgimento delle attività portuali, dato lo spazio notevole a disposizione; non vi è intralcio per il traffico passeggeri: una media di 28 passeggeri è un dato che non ha bisogno di commenti; a ciò si aggiunga che il 65 % di tale traffico si concentra nel mese di agosto, quando lo stazionamento di autoarticolati in attesa di sdoganamento è quasi nullo; non esistono problemi di inquinamento, visto che il traffico veicolare che interessa l'operatività doganale è del tutto irrivelante rispetto al traffico veicolare che interessa il mercato ortofrutticolo e lo scalo portuale per le operazioni di carico e scarico di merci comunitarie; i mezzi ai quali si interdirebbe l'accesso negli spazi portuali costituiscono una potenziale ed importantissima domanda futura per un poto come quello di Pescara che vuole aumentare le proprie potenzialità; i problemi di sicurezza sollevati per il porto di Pescara verrebbero e a ripresentarsi, ed ancora più gravemente, in uno scalo aeroportuale internazionale se lo stazionamento degli autoarticolati venisse spostato".

 

Considerazioni del Comitato:

...e se un domani il porto-canale di Pescara dovesse per miracolo funzionare, tale funzionamento sarebbe legato a doppio filo con il collegamento con i paesi slavi, per cui della Dogana ci sarebbe ancora bisogno. O si è già deciso che sarà un'opera morta, prima che nasca? Si è mai visto un porto, per di più di fronte a paesi extracomunitari, senza dogana? Hanno lorsignori visitato qualche altro porto e visto la normale "confusione" che c'è?