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Marco De Marinis
 
Porto di Pescara
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Comitato PORTO DI PESCARA  

Antonio SPINA
Via Giorgione 3
65125 PESCARA
tel. e fax. 085 75557

 
 

Alla Spett.le PROCURA DELLA REPUBBLICA
  e p.c. alla CORTE DEI CONTI
 

Pescara, 27 NOVEMBRE 2001

PORTO DI PESCARA
Facendo seguito ai due precedenti esposti del 4 marzo 2000, a firma di un'ampia ampia maggioranza  della marineria pescarese, e dell'esposto del giugno 2000 dei balneatori pescaresi, porto a conoscenza di codesta Procura della Repubblica la relazione di Marco DE MARINIS, studente di Ingegneria, con la collaborazione del Comitato F.A.B., Borgomarino, A.Spina, sul tema: PORTO CANALE DI PESCARA, storia del porto e impatto ambientale della diga foranea sull'ecosistema circostante.
Il libro suddetto è stato consegnato, nel numero di 60 copie, alle autorità comunali, provinciali, regionali e qualche personalità addetta al ramo.
E' evidente dallo studio suddetto, che include le opinioni di grossi esperti del settore, l'impraticabilità delle soluzioni progettuali adottate dal Genio Civile di Ancona, sia della prima (la diga foranea), sia della seconda (il braccio di levante non ancora costruito), sia della terza variante, quest'ultima disegnata, con l'aiuto dell'ing. De Girolamo dell'Università degli Studi di L'Aquila, dal Ministero stesso, negli ultimi giorni.
Soprattutto su quest'ultima variante, che allego, visto che dovrebbe essere la soluzione a tutti i mali delle prime due, sono tanti i dubbi e tutti esposti nel libro, per cui mi pongo le seguenti domande che  giro alla  attenzione di codesta Procura:


1) Si sa che il fiume “porta” 1 milione di metri cubi di fango all'anno?
2) Dove si pensa che andrà a depositarsi il fango, visto che l'ingresso del porto, secondo il progetto De Girolamo, è trincerato da tutte le parti?
3) Si sa che per dragare 75.000 metri cubi (di cui 15.000 ancora da fare) si sono spese quest'estate un miliardo e mezzo di lire?
4) Si sa quanti miliardi all'anno costerebbe il dragaggio, moltiplicando il miliardo e mezzo per 1 milione di metri cubi di fango, da scavare nella trincea suddetta?
5) Si sa chi pagherà quei miliardi?
6) Come si pensa di far entrare in porto i pescherecci dall'unica imboccatura disponibile, rivolta a sud, unico esempio in Adriatico, già condannata nell'esposto succitato dai pescatori perché pericolosa?
7) Si sa come salvaguardare la vita dei pescatori, che vanno in mare con ogni tempo, quando devono  rientrare con mare mosso attraverso questa imboccatura?
8) Da quali studi e modelli idraulici è supportata questa soluzione?
9) Se già sarebbe difficilissimo rientrare per i pescherecci, si sa come faranno a manovrare quelle grandi navi passeggeri che alcuni sognano di far arrivare in porto?
10) Visto che l'ipotesi del porto addossato al braccio di levante è rimasta inalterata, come si pensa di rispondere alle esigenze del traffico terrestre con l'unica strada posizionata in   corrispondenza del molo guardiano-sud? Il traffico degli autocarri non provocherà danni ambientali  ed  economici enormi al porto turistico adiacente?
11) Non si sa che la diga foranea, da sola, crea un accumulo sottoflutto enorme, pari alla sua grandezza, come già fanno le scogliere davanti alla spiaggia, messe lì apposta per il ripascimento dell'arenile (già da sole le scogliere fanno un ripascimento sovrabbondante!)?  E quale sarà il ripascimento indotto dalla diga foranea quando sarà tutto chiuso a trincea?
12) Perché il Ministero dei LL.PP.,dopo il voto negativo del Consiglio Comunale sul braccio di levante, non ha provveduto a rescindere il contratto con l'impresa a suo tempo aggiudicataria?
13) Perché il Consiglio Comunale non dà atto alla delibera del 2001, con cui  l'amministrazione cittadina può chiedere  i danni causati dalla diga foranea?
14) Perché non si trova più, in alcuno degli Uffici preposti, il disegno del progetto della diga foranea?
15) Non è che le maggiori opere previste (terzo pennello!) nel progetto De Girolamo servano a compensare il tempo di inoperosità dell'impresa aggiudicataria?

Poiché ci si ostina da parte degli amministratori locali e dagli eletti in parlamento a voler insistere su questa soluzione sbagliata, che costerà alla comunità denaro speso:
- in conto capitale del tutto erroneamente
- per costi di dragaggio che saranno eccessivi e antieconomici per la gestione del  porto, in futuro
- per ulteriori interventi alla ricerca di soluzioni riparatrici (e ci si augura che l'ingresso del porto , rivolto a sud, non causi disgrazie e danni alle persone o cose)
chiedo perché non vengano prese in considerazione le ipotesi progettuali elaborate da altri esperti, alcune peraltro presentate agli amministratori pubblici nel convegno di proposta del 12 OTTOBRE 2001, da essi stessi richiestoci e organizzato dal Comitato F.A.B., Borgomarino, A.Spina.
Espongo le suddette argomentazioni alla vostra attenzione per evitare alla città danni ambientali e strutturali  irreversibili.


Distinti saluti.

 

 
per il Comitato Porto di Pescara
Antonio SPINA