Pescara,
27 NOVEMBRE 2001
PORTO
DI PESCARA
Facendo seguito ai due precedenti esposti del 4
marzo 2000, a firma di un'ampia ampia maggioranza
della marineria pescarese, e dell'esposto del giugno
2000 dei balneatori pescaresi, porto a conoscenza
di codesta Procura della Repubblica la relazione
di Marco DE MARINIS, studente di Ingegneria,
con la collaborazione del Comitato F.A.B., Borgomarino, A.Spina,
sul tema: PORTO CANALE DI PESCARA, storia del porto
e impatto ambientale della diga foranea sull'ecosistema circostante.
Il libro suddetto è stato consegnato, nel numero di 60
copie, alle autorità comunali, provinciali, regionali
e qualche personalità addetta al ramo.
E' evidente dallo studio suddetto, che include le opinioni
di grossi esperti del settore, l'impraticabilità
delle soluzioni progettuali adottate dal Genio Civile di Ancona,
sia della prima (la diga foranea), sia della seconda (il braccio
di levante non ancora costruito), sia della terza variante,
quest'ultima disegnata, con l'aiuto dell'ing. De Girolamo dell'Università
degli Studi di L'Aquila, dal Ministero stesso, negli ultimi
giorni.
Soprattutto su quest'ultima variante, che allego, visto che
dovrebbe essere la soluzione a tutti i mali delle prime due,
sono tanti i dubbi e tutti esposti nel libro, per cui mi pongo
le seguenti domande che giro alla attenzione di
codesta Procura:
1) Si sa che il fiume “porta” 1 milione di metri
cubi di fango all'anno?
2) Dove si pensa che andrà a depositarsi il fango, visto
che l'ingresso del porto, secondo il progetto De Girolamo, è
trincerato da tutte le parti?
3) Si sa che per dragare 75.000 metri cubi (di cui 15.000 ancora
da fare) si sono spese quest'estate un miliardo e mezzo di lire?
4) Si sa quanti miliardi all'anno costerebbe il dragaggio, moltiplicando
il miliardo e mezzo per 1 milione di metri cubi di fango, da
scavare nella trincea suddetta?
5) Si sa chi pagherà quei miliardi?
6) Come si pensa di far entrare in porto i pescherecci dall'unica
imboccatura disponibile, rivolta a sud, unico esempio in Adriatico,
già condannata nell'esposto succitato dai pescatori perché
pericolosa?
7) Si sa come salvaguardare la vita dei pescatori, che vanno
in mare con ogni tempo, quando devono rientrare con mare
mosso attraverso questa imboccatura?
8) Da quali studi e modelli idraulici è supportata questa
soluzione?
9) Se già sarebbe difficilissimo rientrare per i pescherecci,
si sa come faranno a manovrare quelle grandi navi passeggeri
che alcuni sognano di far arrivare in porto?
10) Visto che l'ipotesi del porto addossato al braccio di levante
è rimasta inalterata, come si pensa di rispondere alle
esigenze del traffico terrestre con l'unica strada posizionata
in corrispondenza del molo guardiano-sud? Il traffico
degli autocarri non provocherà danni ambientali ed
economici enormi al porto turistico adiacente?
11) Non si sa che la diga foranea, da sola, crea un accumulo
sottoflutto enorme, pari alla sua grandezza, come già
fanno le scogliere davanti alla spiaggia, messe lì apposta
per il ripascimento dell'arenile (già da sole le scogliere
fanno un ripascimento sovrabbondante!)? E quale sarà
il ripascimento indotto dalla diga foranea quando sarà
tutto chiuso a trincea?
12) Perché il Ministero dei LL.PP.,dopo il voto negativo
del Consiglio Comunale sul braccio di levante, non ha provveduto
a rescindere il contratto con l'impresa a suo tempo aggiudicataria?
13) Perché il Consiglio Comunale non dà atto alla
delibera del 2001, con cui l'amministrazione cittadina
può chiedere i danni causati dalla diga foranea?
14) Perché non si trova più, in alcuno degli Uffici
preposti, il disegno del progetto della diga foranea?
15) Non è che le maggiori opere previste (terzo pennello!)
nel progetto De Girolamo servano a compensare il tempo di inoperosità
dell'impresa aggiudicataria?
Poiché
ci si ostina da parte degli amministratori locali e dagli eletti
in parlamento a voler insistere su questa soluzione sbagliata,
che costerà alla comunità denaro speso:
- in conto capitale del tutto erroneamente
- per costi di dragaggio che saranno eccessivi e antieconomici
per la gestione del porto, in futuro
- per ulteriori interventi alla ricerca di soluzioni riparatrici
(e ci si augura che l'ingresso del porto , rivolto a sud, non
causi disgrazie e danni alle persone o cose)
chiedo perché non vengano prese in considerazione le
ipotesi progettuali elaborate da altri esperti, alcune peraltro
presentate agli amministratori pubblici nel convegno
di proposta del 12 OTTOBRE 2001, da essi
stessi richiestoci e organizzato dal Comitato F.A.B., Borgomarino,
A.Spina.
Espongo le suddette argomentazioni alla vostra attenzione per
evitare alla città danni ambientali e strutturali irreversibili.
Distinti saluti.