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OTTOBRE
2002
Il mese si apre con una pessima notizia.
Alleanza Nazionale e l'on. Nino SOSPIRI, sottosegretario alle Infrastrutture,
in una conferenza stampa presentano il nuovo e definitivo progetto del
porto, che non è altro che il vecchio progetto del Genio Civile-De
Girolamo.
Sulla stampa tale
progetto viene così descritto il 2 Ottobre:

Ritaglio
de "IL CENTRO" del 2 Ottobre 2002
IL
FATTO . Annunciato anche il dragaggio.
"ECCO IL NOSTRO PORTO"
AN presenta il piano, lavori fino al 2004
PESCARA. Il nuovo porto di Pescara sarà
pronto fra due anni. La conferma è arrivata ieri dal
gruppo di Alleanza Nazionale, che ha indetto una conferenza
stampa per illustrare lo stato dei lavori e il cronoprogramma
per il nuovo molo di levante. AN è il partito che fino
ad un anno fa si è battuto per bloccare la realizzazione
del progetto, sostenendo che realizzata l'opera lo stato di
salute del mare sarebbe notevolmente peggiorato. Ma poi all'improvviso,
poco dopo la nomina di Nino SOSPIRI a sottosegretario alle Infrastrutture
del governo BERLUSCONI, c'è stato un dietrofront e ieri
tutti gli esponenti di AN hanno chiamato a raccolta i giornalisti
per dire che tutto va come previsto e che il programma proposto
dal ministero è ok. "Abbiamo dimostrato che non
siamo stati noi a cambiare, ma è stato il progetto"
ha fatto rilevare Nino SOSPIRI. Così il piano che prevede
l'arretramento di 30 metri della testata del nuovo molo e la
realizzazione di un pennello, cioè di una barriera al
deflusso del fiume a protezione del litorale nord, è
per AN una garanzia contro i rischi di un aumento dell'inquinamento
del mare. Lo ha ribadito ieri il consigliere, nonché
presidente della commissione lavori pubblici, Alessandra PETRI.
La PETRI ha anche fornito un quadro sullo stato dei lavori,
avviati nella primavera scorsa, e un cronoprogramma presentato
dal gruppo dei tecnici del ministero delle Infrastrutture e
dell'ANPA. I lavori finora svolti sono un basamento per la realizzazione
della strada di raccordo fino al porto turistico e la recinzione
dell'area sud del litorale nord per la raccolta della sabbia
prelevata dal mare. Ecco i tempi per le altre opere. Realizzazione
del molo di levante, da ottobre 2002 a febbraio 2004,; escavo
di 56 mila metri cubi interno al porto canale, da novembre 2002
ad aprile 2003; escavo di altri 110 mila metri cubi esterno
al porto per agevolare il deflusso del fiume, da agosto 2003
a febbraio 2004; realizzazione dei contenitori per i piazzali
del nuovo molo, da aprile 2003 a luglio 2003; nuove banchine,
da giugno 2003 a luglio 2004; nuovi piazzali, da maggio 2003
a agosto 2004; strada di collegamento ai nuovi piazzali, da
gennaio 2004 a d aprile 2004; nuovi strumenti per segnalazioni
marittime, da aprile 2004 a luglio 2004; smantellamento del
cantiere, ottobre 2004.
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Il nostro Comitato
pensa invece tutto il male possibile di questo progetto e lo spiega
in una lettera ad Il Centro, che titola:

Ritaglio
de "IL CENTRO"
IL FONDALE A RISCHIO
PESCARA. Ultimo appello del Comitato Porto di Pescara contro
la morte del porto-canale. Un vecchio progetto di risistemazione
del porto, che ha rispolverato l'idea del "pennellone"
a nord del porto attuale che dovrebbe arrivare fin quasi alla
diga foranea, fa infatti gridare allo scempio.
IL COMITATO CONTRO IL "PENNELLONE"
"Un nuovo sbarramento aggraverà l'interrimento
alla foce"
"Unitamente a quell'opera", scrive il presidente
del Comitato Antonio SPINA "si è progettato di
dragare il fiume per 56 mila metri cubi e l'avamporto per
110 mila metri cubi, ed è esattamente quello che avevamo
previsto. Il dragaggio dell'avamporto è, infatti necessario
perchè, come abbiamo sempre sostenuto, la diga foranea,
male ideata, ha determinato l'accumulo di buona parte delle
torbide trasportate dal fiume nella zona compresa tra i vecchi
moli e la nuova diga, oltre al ripascimento naturale provocato
dalla diga foranea. Il vecchio progetto Genio Civile-Di Girolamo
consistente in un nuovo sbarramento a nord del porto attuale,
risolverà probabilmente il riflusso dell'acqua del
fiume verso la spiaggia a nord del porto ed il conseguente
inquinamento della spiaggia, ma aggraverà in modo determinante,
unitamente al nuovo molo sud, l'interrimento dell'avamporto.
E tra qualche anno", prosegue SPINA "non sarà
più sufficiente prevedere il dragaggio di 100 mila
metri cubi di fango, ma bisognerà prevedere quantitativi
e spese molto superiori, essendo stata già valutata
l'esistenza di un milione di metri cubi depositati all'interno
dell'avamporto dal 1996, anno di costruzione della diga, ad
oggi". Insomma, con questo nuovo progetto si rischia
di trasformare il porto-canale di Pescara in uno stagno. Tra
le considerazioni del Comitato c'è anche una speranza:
"Diversi partiti con diverse motivazioni, hanno favorito
od osteggiato questa o quella soluzione tecnica tra le tante
proposte, o presa per buona quella che prima avevano ferocemente
osteggiata (Alleanza Nazionale). Noi crediamo che appartenga
alla politica la finalità da conseguire, ma il conseguimento
della finalità costituisce un fatto tecnico che deve
essere affidato a professionisti qualificati".
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Questo è il
testo integrale della lettera inviata alla redazione de "IL CENTRO":
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| Comitato
PORTO DI PESCARA |
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Antonio SPINA
Via Giorgione 3
65125 PESCARA
tel. e fax. 085 75557
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| Spett.le Redazione
de |
| IL
CENTRO |
| corso Vittorio Emanuele
72 |
| 65100 PESCARA |
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Pescara,4 OTTOBRE
2002
PROGETTO PORTO-CANALE
E’ apparsa nei giorni
scorsi sulla stampa la notizia che un vecchio progetto per
la sistemazione del porto è stato rispolverato e che
verrà, entro qualche anno, eseguito.
Oggi è stato perfino lodato dall’Ass. Porti Abruzzesi
A.P.A., dell’egregio indipendente imprenditore RANALLI
Giuseppe, su Il Tempo.
Unitamente alle opere si è progettato di dragare
il fiume (per 56.000 metri cubi) e l’avamporto, per
altri 110.000 metri cubi (al prezzo di 180.000 vecchie lire
al metro cubo, per un importo totale di 1 miliardo 980 milioni
solo per l’avamporto)
Ed è esattamente quanto avevamo previsto!
Il dragaggio dell’avamporto è, infatti, necessario
perché, come abbiamo sempre sostenuto, la diga foranea,
male ideata, ha determinato l’accumulo di buona parte
delle sedimenti trasportati dal fiume nella zona compresa
tra i vecchi moli e la nuova diga, oltre al ripascimento naturalmente
provocato dalla diga foranea stessa.
Il progetto Genio Civile-De Girolamo (ne avrà
usato d’arcano il direttore del Ministero dei LL. PP.,
Dott. Di Virgilio, per portarlo avanti!) consistente nella
costruzione di un nuovo sbarramento a nord del porto attuale,
che da terra arriverà sin quasi alla diga foranea,
risolverà, probabilmente, il problema del riflusso
dell’acqua del fiume verso la spiaggia a nord del porto,
ed il conseguente inquinamento della spiaggia, che secondo
le ultime notizie ARTA sarà perennemente non balneabile,
secondo le nuove leggi, ma aggraverà in modo determinante,
unitamente al nuovo molo sud, l’interrimento dell’avamporto;
tra qualche anno non sarà più sufficiente
prevedere il dragaggio di 100.000 metri cubi di fango, ma
bisognerà prevedere quantitativi, e spese, molto superiori,
essendo stata già valutata l’esistenza di 1.000.000
di metri cubi depositati all’interno dell’avamporto
dal 1996, anno di costruzione della diga, ad oggi.
Il fiume, infatti, trasporta circa 1.000.000 di metri
cubi di limo ogni anno, che resteranno, una volta completato
il progetto, invece quasi completamente intrappolati nell’avamporto
stesso!
Ci si è dimenticati inoltre della pericolosità
dell’ingresso in porto rivolto a sud: nessun porto in
Adriatico è così disposto, e ciò è
stato denunciato alla Procura con un esposto
da tutta la marineria e abbondantemente descritto sul sito
www.portodipescara.com.
Il progetto, appare ormai quasi certo, si completerà.
Non ci resta, a questo punto, che rammaricarci di come le
nostre previsioni siano state intese come sterile desiderio
di sabotare delle buone intenzioni!
Ma, forse, non è fuori luogo ricapitolare, per sommi
capi, i fatti.
Al nostro primo allarme, relativo agli effetti che
la diga foranea produceva (inquinamento della costa nord ed
interrimento dell’avamporto) si rispose minacciando
azioni legali per aver procurato un ingiustificato allarme
tra la popolazione!
Si è poi riconosciuto che la diga determinava l’inquinamento
della spiaggia ma si è sostenuto che l’unica
soluzione consisteva nel disinquinamento del fiume.
Ci si è, poi, accorti che il disinquinamento completo
non è né facile né possibile in tempi
brevi, e si è ritenuto che sia necessario, per proteggere
la spiaggia, realizzare uno sbarramento che impedisca, da
quella parte, il deflusso delle acque del Pescara.
Per quanto riguarda l’interrimento, poi, che è
stato verificato, si è ritenuto di ovviare mediante
il dragaggio dell’avamporto, confermando quindi, in
pieno, quanto si era constatato e previsto da noi.
Qui bisogna intendersi bene!
Il Comitato, spontaneamente sorto a fronte
del palese errore di progetto che tanti danni ha arrecato
alla Città di Pescara, ritiene, concordemente
con i tanti che al progetto sono favorevoli, che:
- dovesse proteggersi l’ingresso al porto che le opere
di consolidamento dei moli, mal ideate, avevano reso difficile
e pericoloso;
- dovesse ampliarsi il porto in modo da consentirne il migliore
utilizzo per il turismo, per l’industria e per la pesca.
Il Comitato, tuttavia, non riteneva,
e non ritiene, che l’opera realizzata, e quelle
ancora da realizzare fossero idonee a conseguire quelle finalità!
Ciò si è puntualmente verificato. Il
dragaggio continuo dell’avamporto non costituisce, infatti
una soluzione tecnicamente ed economicamente accettabile poiché
i costi supereranno gli utili che dalla utilizzazione del
porto deriveranno alla collettività.
Un buon progetto avrebbe dovuto conseguire le stesse finalità
senza l’imposizione di tale enorme gravame; ed è
questa la finalità che, da sempre, i progettisti di
opere portuali debbono perseguire.
In sintesi sarebbe stato di gran lunga più
conveniente modificare le opere realizzate, avendole riconosciute
difettose, piuttosto che arrampicarsi sugli specchi per trovare
soluzioni che risolvono solo alcuni dei problemi causati dalla
diga, aggravando gli altri.
Poiché è chiaro che, dall’epoca dei Fenici
in poi, a nessuno è mai venuto in testa di costruire
una darsena quasi completamente chiusa davanti alla foce di
un fiume!
E’ sin troppo facile prevedere che il limo trasportato
dal Pescara si depositerà quasi interamente entro la
darsena che verrà realizzata, la quale si trasformerà,
in breve, in una palude maleolente, visto che anche gli inquinanti
saranno, per lo più, confinati entro la darsena.
Le nuove opere previste, pertanto, non saranno utili al conseguimento
di quegli effetti ultimi che tutti condividiamo.
Questa è la nostra previsione che speriamo di vedere
smentita ma che temiamo non lo sarà.
Vorremmo, inoltre, proporre all’attenzione di chi ci
legge un’ultima considerazione:
Per motivi diversi, forse non sempre limpidi, la questione
della sistemazione del porto è divenuta, da tempo,
questione politica e diversi partiti, con diverse motivazioni,
hanno favorito, od osteggiato, questa o quella soluzione tecnica,
tra le tante proposte, o preso per buona quella che prima
avevano ferocemente osteggiata (Alleanza Nazionale tanto per
essere chiari!).
Noi crediamo che appartenga alla politica l’indicazione
delle finalità da conseguire, sulle quali, per altro,
nessuno discute, e che i metodi per conseguire le finalità
costituiscano, invece, un fatto tecnico del quale i politici
dovrebbero interessarsi solo per evitare che gli incarichi
di progettazione vengano affidati a persone con idee stravaganti,
la cui principale preoccupazione sia quella di “salvare
capre e cavoli” piuttosto che a professionisti qualificati
e dotati di sufficiente esperienza nello specifico campo.
Con ciò concludiamo assicurando chi ci legge
che continueremo ad indicare, sul sito www.portodipescara.com
, tutte le ulteriori stranezze che riguarderanno la costruzione
del nuovo porto di Pescara, in modo che i cittadini siano
il più possibile capaci di distinguere fra di esse
e fra i suoi responsabili politici.
Distinti
saluti.
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per
il Comitato Porto di Pescara |
Antonio
SPINA |
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