Il sito è stato realizzato e curato da
Marco De Marinis
 
Porto di Pescara
Comitato per un nuovo porto in sintonia con la città e l'ambiente

- Chi siamo e cosa vogliamo
- Notizie dal Comitato
- Relazione di
Marco DE MARINIS
- Convegno di denuncia
del 23 settembre 2000
- Convegno di proposta
del 12 ottobre 2001
- Evoluzione e difesa
della costa
- Scarichi a mare:
balneabilità
- Fiume Pescara
- Captazione delle acque
del fiume Pescara
- Immagini della Riviera
- Ah... m'arcord!
- Storia del
porto di Pescara
- Relazione
ANPA-De Girolamo
- Atti del convegno
di Stavanger
- Collegamenti marittimi
- Meteo. Altezze d'onda
- Relazione ing. MARCONI
Difese di spiaggia
con strutture flessibile e semipermeabili
- L'angolo della posta

 

Relazione di Marco DE MARINIS

Per immaginabili limiti di spazio non possiamo presentare per intero la relazione preparata dal nostro amico Marco DE MARINIS; abbiamo quindi deciso di pubblicare solo un piccolo accenno del capitolo 6 che secondo noi è centrale nell'economia dell'intero studio (di cui pubblichiamo il sommario perché chi fosse interessato possa rendersi conto dei temi trattati). La relazione è completa ed analizza in ogni sua sfaccettatura il problema del porto, non tralasciandone alcun aspetto. All'interno dello studio sono allegati i risultati di monitoraggi ed analisi eseguiti da alcuni Enti e statistiche sul traffico commerciale del porto di Pescara. Chi volesse consultare per intero la relazione su Cd-Rom può mettersi in contatto con il nostro Comitato tramite il nostro indirizzo di posta elettronica.
Con l'occasione vogliamo ringraziare la Provincia di Pescara e in particolare l'assessore dott. Enrico SPINA per il contributo fornitoci  per la pubblicazione del libro.

SOMMARIO:


Introduzione

Capitolo 1 Storia del porto-canale di Pescara
Capitolo 2 Caratteristiche generali di un porto
Capitolo 3 Caratteristiche generali del porto-canale di Pescara  

Capitolo 4

Caratteristiche idrografiche del fiume Aterno-Pescara

Capitolo 5

Analisi anemometrica  
Capitolo 6 Analisi della soluzione adottata e problematiche indotte dalla diga foranea
      6.1 - Interrimento   
      6.2 - Aumento dell'inquinamento della costa
      6.3 - Sconvolgimento dell'ecosistema marino
Capitolo 7 Quantificazione degli impatti ambientali indotti dall'opera
Capitolo 8 Soluzioni adottabili per il risanamento

APPENDICI:

Appendice 1 Relazione del convegno del 23 settembre 2000
Appendice 2 Relazione dell'arch. A. Polacco
Appendice 3.1 Relazione dell'A.N.P.A.
Appendice 3.2 Atti della conferenza tenuta a Stavanger (Norvegia)
Appendice 4 Indagine della dott.ssa C. Giansante
Appendice 5 Relazione sul movimento portuale nel porto di Pescara
Appendice 6 Fotografie

 

Copertina del libro
"PORTO CANALE DI PESCARA:
storia del porto ed impatto ambientale
della diga foranea sull'ecosistema circostante"

 



Protezione dell'imboccatura del porto-canale con un'antemurale:
analisi della soluzione adottata e problematiche indotte

La difficoltà di accesso, la penetrazione ondosa e la facilità di interrimento sono i principali problemi di un porto-canale e soprattutto di quello di Pescara caratterizzato dalla strettezza del canale e dal forte trasporto solido del fiume che scarica in mare sedimenti nell'ordine di un milione di  metri cubi l'anno.
L'interazione onde-corrente (dirette in senso opposto) conduce peraltro ad una maggiore ripidità delle onde fino al loro frangimento (figura 1).

Figura 1 - Due fotografie che ben evidenziano le difficoltà dei natanti che rientrano nel canale con condizioni di mare agitato. I velisti ricorderanno gli incidenti anche mortali che succedono nello stretto dell'isola di Wight, in Inghilterra, durante le famose regate, quando un mare tempestoso si sovrappone alla corrente fortissima che viene in senso contrario.

E' per questa ragione che sarebbe comunque opportuno che le sponde interne del canale siano le più possibili rugose ed assorbenti ed in alcuni casi dotate di vere e proprie camere di smorzamento del moto ondoso (risonatori). Si legga con attenzione in proposito l'intervento dell' ing. Mario RUSSO nel convegno di denuncia del 2000.
Nel caso del porto-canale di Pescara, invece, la situazione è completamente rovesciata in quanto si è realizzata un'operazione di lisciamento delle pareti del canale e le poche camere di smorzamento sono insufficienti e riempite spesso da detriti trasportati dalle piene pregresse del fiume.
Infatti anche se l'imboccatura del porto vecchio era stretta, comunque, permetteva il rientro anche con  mare burrascoso: infatti non  si  ricorda, a memoria dei nostri nonni e dei nostri padri, che mai imbarcazione sia affondata all'imboccatura del porto.
Fino a quando non sono state lisciate le palafitte e il contrasto fra la corrente del fiume e il moto ondoso è diventato velocissimo e violentissimo soprattutto all'imboccatura del vecchio porto, non vi sono stati problemi per le imbarcazioni.
La soluzione adottata dai progettisti, per rimediare all'operazione di lisciamento dei moli realizzata nel 1982, è completamente inadatta per il porto-canale di Pescara in quanto lo schema con diga foranea parallela alla costa è consigliabile in località senza problemi di trasporto solido e con settore di traversia ristretto; questa disposizione è maggiormente adottata quanto più le coste sono rocciose e con ripidi fondali.
Lo schema, che prevede due moli radicati a terra e convergenti verso l'imboccatura con asse coincidente con quello dell'ampia traversia principale, sarebbe stato molto più congegnale alla situazione del porto-canale di Pescara, la soluzione è stata adottata con ottimi risultati per il porto-canale di Ravenna e garantisce nel contempo un ampio avamporto dove avrebbero potuto riparare i mercantili in attesa del loro turno di ingresso nel porto.
Tale soluzione (si legga in proposito l'intervento dell' ing. Vittorio MARCONI nel convegno di denuncia del 2000) consiste nella costruzione di una seconda imboccatura portuale, da realizzarsi in mare aperto, in prossimità della linea neutra dove non si formano i marosi, settecento metri più avanti dell'esistente struttura, a forma di tronco di cono rovesciato ed assolutamente scollegata da essa per consentire al mare stesso il più ampio corridoio di transito, ed è particolarmente adatta a combattere gli interrimenti e presenta il vantaggio della facilità di entrata delle imbarcazioni le quali incontrano, non appena doppiata l'imboccatura, un idoneo allargamento per le correzioni di rotta.
Le intenzioni dei progettisti della diga foranea di Pescara erano di ovviare all'eccessiva penetrazione ondosa costruendo di fronte all'imboccatura una barriera isolata di contenimento che avrebbe facilitato l'accosto delle imbarcazioni al porto soprattutto con mare grosso. Questo tipo di soluzione avrebbe dovuto assicurare anche una migliore difesa contro l'interrimento provocando vivaci correnti dall'una all'altra bocca. In effetti tale risultato non è mai stato ottenuto sia nel caso specifico del porto-canale di Pescara che in altri porti, mentre viene snaturato del tutto lo schema di partenza. L'accesso delle imbarcazioni risulta difficile a causa del doppio cambiamento di direzione in uno spazio limitato e con onde trasversali e si può accentuare l'insabbiamento a tergo della diga per deposizione di materiale nell'area più calma (effetto "tombolo").
Si sono evidenziati tre gravi problematiche che nel complesso hanno arrecato ben più influenze negative che benefici alle categorie maggiormente interessate e fruitrici del porto (pesca, turismo ed indotto ad esse collegate).

Queste tre problematiche sono le seguenti:

-    interrimento
-    riversamento delle acque inquinate del fiume sulla costa
-    sconvolgimento dell'ecosistema

 

Figura 2 - Aerofotografia della zona antistante il porto-canale di Pescara in cui sono evidenti gli interrimenti a ridosso della diga foranea, all'imboccatura del porto turistico e l'avanzamento della linea di costa sul litorale a Nord del porto.
(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

 

 

 

Figura 3 - Fotografia satellitare.
Sono evidenti gli interrimenti a ridosso della diga foranea e nei pressi dell'ingresso del porto turistico.

(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

 

 

Il fiume ha un trasporto solido molto rilevante: si è calcolato che rovescia in mare mediamente ogni anno una quantità di sedimenti dell'ordine di un milione di metri cubi. La diga, che sostanzialmente è quasi parallela alla costa, ha infatti creato quegli stessi interrimenti che già erano stati evidentemente (ma in quel caso salutari e benefici) prodotti dalle scogliere frangiflutti messe a protezione degli stabilimenti balneari e per il ripascimento della spiaggia (si veda in proposito le figura 2 e figura 3).

prima della costruzione della diga
dopo la costruzione della diga
Figura 4 - Batimetrie in due dimensioni dell'avamporto del porto-canale prima della costruzione (in alto) e dopo la costruzione (in basso) della diga foranea.
(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)


prima della costruzione della diga
dopo la costruzione della diga
Figura 5- Batimetrie in tre dimensioni dell'avamporto del porto-canale prima della costruzione (in alto) e dopo la costruzione (in basso) della diga foranea.
(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

Un danno grave prodotto dalla diga foranea è costituito dagli interrimenti accumulatisi tra i moli guardiani preesistenti e la diga foranea stessa, tali interrimenti sono rappresentati sinteticamente nella vista assonometrica (figure 4 e 5) nella quale risultano evidenti i grossi accumuli, di sabbia e limo fluviale, che hanno, per il momento, determinato per le imbarcazioni con maggior pescaggio l'impossibilità di accadere al porto da Nord, e con grande difficoltà anche nell'accesso da Sud, soprattutto con mare mosso.
Dalla figura 4 si vede bene come l'interrimento abbia reso inutilizzabile l'ingresso a Nord della diga foranea rendendo il fondale profondo soli 4 metri.
Un peschereccio di tonnellaggio medio-grande (la maggior parte degli scafi della flottiglia di Pescara rientra in questa categoria essendo imbarcazioni di 100-120 tonnellate) pesca in profondità circa 3,5 metri e, quando rientra con mare mosso e passa su una secca di 4 metri di profondità, entrando nel cavo dell'onda, rischia di toccare il fondo con ingenti danni alle eliche, agli ecoscandagli ed ai motori e alla sicurezza dello stesso e del suo equipaggio.

 

Figura 6 - Aerofotografia del tratto di costa in prossimità del porto-canale prima della costruzione della diga foranea. E' evidente che l'acqua del fiume si allarga fino a 4/5 miglia a forma di fungo,lasciando indenni le spiagge.
(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

 

 

Figura 7 - Aerofotografia all'infrarosso del tratto di costa in prossimità del porto-canale (Ottobre 2000). La sfumatura più scura è provocata dall'acqua del fiume che dopo aver sbattuto sulla diga si riversa sulle spiagge.
(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

Il fiume, che prima della costruzione della diga sfociava liberamente in mare creando un fungo di espansione del raggio di circa 4-5 chilometri  (figura 6) e che trasportava, quindi, al largo il carico inquinante, adesso invece viene riflesso dalla diga foranea direttamente sulla spiaggia causando il suo inquinamento e la conseguente non balneabilità di gran parte della spiaggia di Pescara (in figura 7 il colore più scuro denota gli efflussi di acqua dolce di fiume che rispetto a quella salata di mare è più fredda). La diga stessa, d'altronde, non ha creato l'inquinamento, ma lo ha diffuso sulla costa in maniera diversa da quanto succedeva in passato.

Figura 8 - Aerofotografia all'infrarosso del tratto di costa in prossimità del porto-canale (Settembre 1999). Il limite giallo è quello dell'acqua del fiume, che arriva fino alla rotonda Paolucci. Quella rossa è acqua di mare.
(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

Il colore blu scuro (in figura 8) indica le acque più fredde del fiume, mentre il colore rosso indica le acque del mare di qualche grado centigrado più calde: si può ben notare come l'acqua che bagna il litorale, specialmente nel tratto più vicino alla foce del fiume, sia praticamente acqua di fiume con il suo relativo carico inquinante proveniente dagli scarichi leciti ed abusivi raccolti lungo il suo corso.

La dottoressa Carla Giansante responsabile del Reparto di Biologia Marina e Fluviale dell'Istituto Zooprofilattico ha svolto una ricerca nel mese di Giugno 2001 i cui risultati possono essere riassunte nelle tabelle 1 e 2.

Si può riscontrare una perfetta sovrapposizione dei dati odierni, giugno 2001, con l'aerofotografia del 24 Settembre 1999 (figura 8) e con quella  dell'Ottobre 2000 (figura 7): la diga foranea devia le acque del fiume, soprattutto in condizioni meteo marine tipiche della stagione estiva e cioè con vento di scirocco e di levante, fino alla Rotonda Paolucci a Nord e fino a Fosso Vallelunga a Sud.


Marco DE MARINIS


Se il Comandante della Capitaneria di Porto, F. Lavaggi, come da egli stesso affermato in occasione della conferenza stampa presso l'A.N.M.I., nell'estate 2001, insieme all'on. Sospiri e al Presidente della Provincia di Pescara De Dominicis, subito dopo il dragaggio del porto-canale, pensava di aver risolto con lo stesso anche l'inquinamento delle spiaggie, si è sbagliato di grosso!
Le analisi seguenti sono state fatte, appositamente, circa una settimana dopo la fine del dragaggio del canale nel maggio 2001.

Questi sottodescritti sono i risultati: l'acqua del fiume, dolce, limacciosa e inquinata continua a dirigersi verso le spiagge.
La conclusione che traiamo dal nostro modesto punto di vista è che il dragaggio del canale serve solo a ridare manovrabilità ai pescherecci ed alle navi dentro il porto, nella zona dove attraccano.
Dopo tre anni di controlli le spiagge continuano ad essere invase come prima dall'acqua e dal fango del  fiume!
Si legga in proposito l'intervento del dott. Damiani, ora ex direttore dell'ANPA, ma all'epoca della sua dichiarazione a capo dell'Agenzia, durante il Consiglio Comunale "aperto" del 9 Ottobre 2000.


Il Comitato

Si legga sempre sullo stesso argomento anche l'intervento del dott. DAMIANI, ora ex direttore dell'ANPA, ma all'epoca della sua dichiarazione a capo dell'Agenzia, durante il Consiglio Comunale "aperto" del 9 Ottobre 2000.
Intervento del
dott. DAMIANI
durante il Consiglio Comunale "aperto" del 9 OTTOBRE 2000


Contattandoci è possibile prendere visione
dell'intera relazione di Marco DE MARINIS.
Invia una e-mail all'indirizzo di posta elettronica:
comitato@portodipescara.com

 

Le analisi sono state effettuate dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G.Caporale"

Salinità: valore di riferimento: 35.0 g/l = grammi sodio/litro
Numero campione
Località
Salinità
Campione 1 estremità Nord della diga foranea
22.5 g/l
Campione 2 via Balilla (500 m)
32.4 g/l
Campione 3 piazza 1° Maggio (500 m)
34.3 g/l
Campione 4 stabilimento balneare "CROCE DEL SUD" (500 m)
-
Campione 5 rotonda Paolucci (500 m)
-
Campione 6 centro diga - Mercato Ortofrutticolo
22.5 g/l
Campione 7 estremità Sud della diga foranea
32.4 g/l
Campione 8 ingresso porto turistico
34.3 g/l
Campione 9 fosso Vallelunga (500 m)
31.1 g/l
I valori in rosso sono al di sotto del valore di riferimento.

Tabella 1 - Monitoraggio delle acque marine del 12 Giugno 2001
(vento 12 nodi di tramontana).
(N.B. - I campionamenti 4 e 5 non sono potuti
essere effettuati a causa del mare agitato)

 

Salinità: valore di riferimento: 35.0 g/l = grammi sodio/litro
Analisi batteriologica
Numero campione
Località
Salinità
salmonella e colibatteri
Campione 1 estremità Nord della diga foranea
21.0 g/l
salmonella
Campione 1 bis terzo trabocco dalla punta del molo
26.3 g/l
  Campione 2 via Balilla (500 m)
27.9 g/l
salmonella e colibatteri
Campione 2 bis via Balilla (barriere frangiflutti)
25.1 g/l
  Campione 3 piazza 1° Maggio (500 m)
31.5 g/l
  Campione 3 bis piazza 1° Maggio (barriere frangiflutti)
29.8 g/l
  Campione 4 stab. balneare "Croce del Sud" (500 m)
32.4 g/l
colibatteri
Campione 4 bis stab. balneare "Croce del Sud" (barriere frangiflutti)
32.5 g/l
  Campione 5 rotonda Paolucci (500 m)
34.7 g/l
  Campione 5 bis rotonda Paolucci (barriere frangiflutti)
33.9 g/l
salmonella e colibatteri
Campione 6 centro diga - Mercato Ortofrutticolo
18.3 g/l
salmonella e colibatteri
Campione 7 estremità Sud della diga foranea ingresso porto turistico
20.8 g/l
salmonella e colibatteri
Campione 7 bis estremità Sud della diga foranea
18.3 g/l
salmonella
Campione 8 ingresso porto turistico
31.0 g/l
  Campione 8 bis stele D'Annunzio (500 m)
28.4 g/l
  Campione 9 fosso Vallelunga (500 m)
29.8 g/l
I valori in rosso sono al di sotto del valore di riferimento.
Tabella 2 - Monitoraggio delle acque marine del 24 Giugno 2001
(vento di 6 nodi di scirocco).
(N.B. I campionamenti denotati con bis sono stati eseguiti
esclusivamente il 24 Giugno 2001)