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Il
nostro Comitato si è battuto strenuamente per 4 anni, dal febbraio
2000, contro il progetto del porto proposto dal Genio Civile OO.MM. di
Ancona e principalmente contro la diga foranea che, a nostro avviso, ma
anche secondo alcuni esperti del settore, ha sconvolto l'ecosistema circostante,
rovesciando sulle vicine spiagge della nostra città le acque del
fiume, dolci, limacciose ed inquinate ed ha reso sempre più problematico
l'ingresso ai pescherecci ed alle navi a causa dei progressivi interrimenti
nell'avamporto. I
soldi spesi finora non hanno portato nessun incremento alla attività
portuale e peggiorato l'agibilità nel porto e la balneabilità
delle acque di spiaggia. |
Il porto negli anni '70: è attraccata la Tiziano. Non era stata costruita la diga nè lisciate le palafitte dei due moli guardiani. L'acqua sul lato nord arrivava oltre il moletto, ora insabbiato, come sono pure insabbiati tutti i trabocchi fino al terzo. |
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In quegli anni la corrente del fiume spingeva il fango e l'inquinamento fino a 4/5 miglia al largo. Risultato: le acque di balneazione sotto costa erano pulite e salate. Ora invece la diga riversa le acque sempre più inquinate del fiume sulle spiagge. Risultato: è vietata la balneazione per lunghi tratti e il porto non funziona. |
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A questo punto comincia la storia del nuovo e ,ahinoi, miserando porto di Pescara.
Nella foto sopra sono visibili, a pelo d'acqua, le palafitte del molo nord. Tutta la struttura portuale si basava sulle palafitte, nate con il porto agli inizi del secolo e così progettate dagli ingegneri del Regno. Il Genio Civile OO.MM. di Ancona ha pensato bene di coprirle con un muro liscio di cemento invece di mantenerle in efficienza. E' STATO QUESTO IL PRIMO E DEFINITIVO ERRORE SULLE STRUTTURE DEL VECCHIO PORTO.
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In primo piano si vede il muro di cemento con cui furono coperte le palafitte (spaziate di un certo numero di metri si vedono le bitte di ormeggio). Conseguenza del lisciamento del molo nord, in questo caso, fù l'"effetto risacca" dentro il canale che, prima, con le palafitte non si era mai verificato, perchè esse facevano da freno alle onde in entrata.Sullo sfondo si vede la diga foranea che è una conseguenza di questo primo errore: costruita cioè sulle pressanti richieste della marineria che non riusciva più a stare più tranquilla all'ormeggio , all'interno del canale...
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...e inoltre perchè all'ingresso del vecchio porto si creavano due correnti contrapposte e veloci, una in entrata, di acqua di mare sotterranea e una di acqua dolce in uscita in superficie, che rendevano estremamente difficoltoso l'ingresso in porto, e che furono molto probabilmente la causa dell'incidente mortale capitato in quegli anni e la definitiva motivazione della costruzione della diga foranea.
Prima di proseguire sulle strutture del porto, affrontiamo però il discorso della spiaggia in quegli stessi anni.
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Fotografia
aerea del porto-canale di Pescara in cui è osservabile |
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Dalla
fotografia aerea del litorale adriatico si evidenzia l'esistenza |
Di
conseguenza, nonostante la tradizione marittima nazionale, in Italia si è
spesso operato empiricamente, Enti ed Amministrazioni, pur animati da buona
volontà spesso pressati dall'urgenza di eventi eccezionali ed improvvisi,
sono intervenuti con provvedimenti di difesa talvolta efficaci ma spesso controproducenti
in quanto non supportati da analisi convincenti del fenomeno e per ignoranza
del comportamento e delle funzioni delle varie opere in relazione alla specifica
esposizione dei paraggi.
Un vecchio ma sempre valido concetto dinamico ritiene la spiaggia deposito
di sabbia "in transito” e quindi il risultato dell'apporto di materiale
litoide dei bacini imbriferi, convogliato in mare dai corsi d'acqua e poi distribuito
al fondo marino lungo due direttrici fondamentali - l'una normale e l'altra
parallela al litorale -per azione prevalente del moto ondoso.
Se in un determinato tratto litoraneo scarseggia l'apporto proveniente dai bacini
tributari o l'energia del moto ondoso parallelo al litorale, insorgono fenomeni
di erosione come l'impoverimento graduale di sabbia e l'arretramento delle spiagge.
In questi casi, in Italia, si ricorre abitualmente ad opere di difesa parallele
alla costa, poste su fondali limitati e più di frequente sulla fascia
della spiaggia immersa, battuta dai frangenti.
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Scogliere
antistanti il tratto di spiaggia |
La
serie di tali dighe in scogliera naturale (frangiflutti) con l'asse longitudinale
parallelo alla costa fornisce validi risultati in contesti appropriati. Infatti,
pur essendo un valido presidio per un litorale in erosione, produce esiti collaterali
sfavorevoli nei casi in cui la spiaggia abbia una destinazione turistico-balneare,
a causa della formazione dei "tomboli" a tergo delle scogliere.
Di conseguenza si modifica il profilo dei fondali che diventano pericolosi
per i bagnanti inesperti al nuoto a ridosso delle dighe fronte mare.
In linea generale questo tipo di intervento riduce quasi totalmente
il trasporto solido sul tratto di litorale da difendere e produce a monte ed
a valle dello sbarramento uno squilibrio. Nei tratti di spiaggia prima
stabili si innesca un processo di erosione tale da richiedere ulteriori interventi
la cui attuazione va attentamente valutata e seguita nel tempo per non pregiudicare
la validità del provvedimento medesimo.
Questa dinamica della costa può essere osservata soprattutto nei tratti
di costa di Montesilvano (figure 8 e 9) in
cui il mare lambisce quasi la strada e nei tratti di spiaggia antistanti piazza
Le Laudi a Pescara Porta Nuova (figure 10 e 11)
in cui l'abuso di scogliere tradizionali e pennelli longitudinali non hanno
evitato l'erosione progressiva della spiaggia: in figura 13
è visibile il medesimo tratto di spiaggia al quel tempo avvantaggiato
dall' unica scogliera presente a scapito delle spiagge adiacenti!
Aprile
2002-Tratto di costa di Montesilvano in erosione , come sopra.
Aprile 2002- Spiaggia antistante piazza Le Laudi (figura 11) |
Ritornando alle strutture portuali vi mostriamo quello che poi fù il progetto definitivo del Genio Civile OO.MM. di Ancona per il porto di Pescara, costituito in un primo momento dalla sola diga foranea:
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e poi successivamente anche dal braccio di levante:

Le intenzioni dei progettisti della diga foranea di Pescara erano di ovviare all'eccessiva penetrazione ondosa costruendo di fronte all'imboccatura una barriera isolata di contenimento che avrebbe facilitato l'accosto delle imbarcazioni al porto soprattutto con mare grosso. Questo tipo di soluzione avrebbe dovuto assicurare anche una migliore difesa contro l'interrimento provocando vivaci correnti dall'una all'altra bocca. In effetti tale risultato non è mai stato ottenuto sia nel caso specifico del porto-canale di Pescara che in altri porti, mentre viene snaturato del tutto lo schema di partenza. L'accesso delle imbarcazioni risulta difficile a causa del doppio cambiamento di direzione in uno spazio limitato e con onde trasversali e si può accentuare l'insabbiamento a tergo della diga per deposizione di materiale nell'area più calma (effetto "tombolo").
Si sono evidenziati tre gravi problematiche che nel complesso hanno arrecato ben più influenze negative che benefici alle categorie maggiormente interessate e fruitrici del porto (pesca, turismo ed indotto ad esse collegate).Queste tre problematiche sono le seguenti:
1) interrimento dell'avamporto e causa di dispendiose e frequenti operazioni di dragaggio (quest'anno solo per dragare l'avamporto di ponente l'amministrazione ha speso due miliardi e mezzo di vecchie £)
Figura 3 - Fotografia satellitare.
Sono evidenti gli interrimenti a ridosso della diga foranea e nei pressi dell'ingresso del porto turistico e del porto commerciale
(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)
fondali prima della costruzione della diga (1996)
fondali dopo la costruzione della diga (2000)
Figura 4 - Batimetrie in due dimensioni dell'avamporto del porto-canale prima della costruzione (in alto) e dopo la costruzione (in basso) della diga foranea.
(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)
fondali prima della costruzione della diga (1996)
Fondali dopo la costruzione della diga foranea (2000)
Figura 5- Batimetrie in tre dimensioni dell'avamporto del porto-canale prima della costruzione (in alto) e dopo la costruzione (in basso) della diga foranea.
(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)
2) inquinamento delle acque di spiaggia ( l'acqua inquinatissima del fiume sbatte sulla diga e poi dirige sulle spiagge)
Foto all'infrarosso termico dall'aereo, da cui si evidenzia nei colori blu,celeste, verde, giallo, l'acqua del fiume alle varie temperature: il bordo giallo dell'acqua del fiume, praticamente, arriva fino alla Rotonda Paolucci,dove la spiaggia è più larga, in una situazione normale estiva, dopo aver sbattuto contro la diga foranea. La foto è stata scattata nel settembre 2001.( La parte in rosso rappresenta l'acqua salata del mare).le acque in- interrimento
- rive3) pericolosità dell' ingresso in porto dalla bocca di levante (quella di ponente non viene usata a causa dei bassi fondali) in seguito alla quale ci sono già stati alcuni incidenti ai pescherecci, Natale 2002 e 2003, denunciati alla Procura e in seguito ai quali il porto non può essere usato in condizioni di mare mosso (navi) o molto mosso (pescherecci, vedi ordinanza della Capitaneria di Porto di Gennaio 2004 ).rsamento delle acque inquinate del fiume sulla costa
- sconvolgimento dell'ecosistema
- sconvolgimento dell'ecosistema quinate del fiume sulla costa
- interrimento
- riversamento delle acque inquinate del fiume sulla
costa
- sconvolgimento dell'ecosistema