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Porto di Pescara
"...se ti addiviene di trattare delle acque, consulta prima l'esperienza e poi la ragione..."
Leonardo da Vinci
e della sua erosione
Il nostro Comitato si è battuto strenuamente per 4 anni, dal febbraio 2000, contro il progetto del porto proposto dal Genio Civile OO.MM. di Ancona e principalmente contro la diga foranea che, a nostro avviso, ma anche secondo alcuni esperti del settore, ha sconvolto l'ecosistema circostante, rovesciando sulle vicine spiagge della nostra città le acque del fiume, dolci, limacciose ed inquinate ed ha reso sempre più problematico l'ingresso ai pescherecci ed alle navi a causa dei progressivi interrimenti nell'avamporto. I soldi spesi finora non hanno portato nessun incremento alla attività portuale e peggiorato l'agibilità nel porto e la balneabilità delle acque di spiaggia.

Il porto negli anni '70: è attraccata la Tiziano. Non era stata costruita la diga nè lisciate le palafitte dei due moli guardiani. L'acqua sul lato nord arrivava oltre il moletto, ora insabbiato, come sono pure insabbiati tutti i trabocchi fino al terzo.

 

Anni '60
Fotografia dei trabocchi prima della costruzione
 della diga foranea.Gli scogli in quel punto ci sono sempre stati e ciò non ha impedito che ci fosse acqua in abbondanza davanti e dietro di essi e sotto i trabocchi.
Febbraio 2002
Fotografia dei trabocchi e del moletto,
ora insabbiato, dopo la costruzione
della diga foranea.

Febbraio 2003

La rimozione delle prime tre scogliere, sconsigliata dal ns. comitato in commissione LL.PP. del Comune, ha reso solo ancora più evidente la secca sotto i trabocchi. E le acque inquinate del fiume arrivano ancora di più sulla spiaggia. Poichè, ripetiamo, è la diga che crea le secche e devia le acque inquinate del fiume.Complimenti ai ns. amministratori, specialmente l'assessore Padovano che tanto ha insistito a voler spendere mezzo miliardo di nostre lire per un'operazione inutile !

In quegli anni la corrente del fiume spingeva il fango e l'inquinamento fino a 4/5 miglia al largo. Risultato: le acque di balneazione sotto costa erano pulite e salate. Ora invece la diga riversa le acque sempre più inquinate del fiume sulle spiagge. Risultato: è vietata la balneazione per lunghi tratti e il porto non funziona.

 

 

Figura 6 - Aerofotografia del tratto di costa in prossimità del porto-canale prima della costruzione della diga foranea, e dopo la costruzione del porto turistico (a dx del fiume).

E' evidente che l'acqua del fiume si allarga fino a 4/5 miglia a forma di fungo,lasciando indenni le spiagge.

Le tracce che si vedono sono le scie lasciate dai motoscafi


(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

A questo punto comincia la storia del nuovo e ,ahinoi, miserando porto di Pescara.

 

Nella foto sopra sono visibili, a pelo d'acqua, le palafitte del molo nord. Tutta la struttura portuale si basava sulle palafitte, nate con il porto agli inizi del secolo e così progettate dagli ingegneri del Regno. Il Genio Civile OO.MM. di Ancona ha pensato bene di coprirle con un muro liscio di cemento invece di mantenerle in efficienza.

E' STATO QUESTO IL PRIMO E DEFINITIVO ERRORE SULLE STRUTTURE DEL VECCHIO PORTO.

 

 

In primo piano si vede il muro di cemento con cui furono coperte le palafitte (spaziate di un certo numero di metri si vedono le bitte di ormeggio). Conseguenza del lisciamento del molo nord, in questo caso, fù l'"effetto risacca" dentro il canale che, prima, con le palafitte non si era mai verificato, perchè esse facevano da freno alle onde in entrata.Sullo sfondo si vede la diga foranea che è una conseguenza di questo primo errore: costruita cioè sulle pressanti richieste della marineria che non riusciva più a stare più tranquilla all'ormeggio , all'interno del canale...

Figura 1 - Due fotografie che ben evidenziano le difficoltà dei natanti che rientrano nel canale con condizioni di mare agitato. I velisti ricorderanno gli incidenti anche mortali che succedono nello stretto dell'isola di Wight, in Inghilterra, durante le famose regate, quando un mare tempestoso si sovrappone alla corrente fortissima che viene in senso contrario.

...e inoltre perchè all'ingresso del vecchio porto si creavano due correnti contrapposte e veloci, una in entrata, di acqua di mare sotterranea e una di acqua dolce in uscita in superficie, che rendevano estremamente difficoltoso l'ingresso in porto, e che furono molto probabilmente la causa dell'incidente mortale capitato in quegli anni e la definitiva motivazione della costruzione della diga foranea.

Prima di proseguire sulle strutture del porto, affrontiamo però il discorso della spiaggia in quegli stessi anni.

Fotografia aerea del porto-canale di Pescara in cui è osservabile
l'asimmetricità dei due tratti
di costa a nord ed a sud del porto-canale (figura 5).

Fotografia aerea della spiaggia di Pescara centro
prima della costruzione delle scogliere frangiflutti (figura 6).
Il lato sud dei pennelli tendeva a riempirsi, per via delle correnti da sud, mentre quello a nord tendeva ad andare in erosione.

Dalla fotografia aerea del litorale adriatico si evidenzia l'esistenza
di una corrente al largo, più grande, che dirige verso sud.
Si evidenzia anche una controcorrente litoranea,
 entro la linea dei frangenti, che dirige verso nord.

Di conseguenza, nonostante la tradizione marittima nazionale, in Italia si è spesso operato empiricamente, Enti ed Amministrazioni, pur animati da buona volontà spesso pressati dall'urgenza di eventi eccezionali ed improvvisi, sono intervenuti con provvedimenti di difesa talvolta efficaci ma spesso controproducenti in quanto non supportati da analisi convincenti del fenomeno e per ignoranza del comportamento e delle funzioni delle varie opere in relazione alla specifica esposizione dei paraggi.
Un vecchio ma sempre valido concetto dinamico ritiene la spiaggia deposito di sabbia "in transito” e quindi il risultato dell'apporto di materiale litoide dei bacini imbriferi, convogliato in mare dai corsi d'acqua e poi distribuito al fondo marino lungo due direttrici fondamentali - l'una normale e l'altra parallela al litorale -per azione prevalente del moto ondoso.
Se in un determinato tratto litoraneo scarseggia l'apporto proveniente dai bacini tributari o l'energia del moto ondoso parallelo al litorale, insorgono fenomeni di erosione come l'impoverimento graduale di sabbia e l'arretramento delle spiagge.
In questi casi, in Italia, si ricorre abitualmente ad opere di difesa parallele alla costa, poste su fondali limitati e più di frequente sulla fascia della spiaggia immersa, battuta dai frangenti.

Scogliere antistanti il tratto di spiaggia
del centro di Pescara (figura 7).

 

La serie di tali dighe in scogliera naturale (frangiflutti) con l'asse longitudinale parallelo alla costa fornisce validi risultati in contesti appropriati. Infatti, pur essendo un valido presidio per un litorale in erosione, produce esiti collaterali sfavorevoli nei casi in cui la spiaggia abbia una destinazione turistico-balneare, a causa della formazione dei "tomboli" a tergo delle scogliere.
Di conseguenza  si modifica il profilo dei fondali che diventano pericolosi per i bagnanti inesperti al nuoto a ridosso delle dighe fronte mare.
In linea generale questo tipo di intervento riduce quasi totalmente il trasporto solido sul tratto di litorale da difendere e produce a monte ed a valle dello sbarramento uno squilibrio. Nei tratti di spiaggia prima stabili si innesca un processo di erosione tale da richiedere ulteriori interventi la cui attuazione va attentamente valutata e seguita nel tempo per non pregiudicare la validità del provvedimento medesimo.
Questa dinamica della costa può essere osservata soprattutto nei tratti di costa di Montesilvano (figure 8 e 9) in cui il mare lambisce quasi la strada e nei tratti di spiaggia antistanti piazza Le Laudi a Pescara Porta Nuova (figure 10 e 11) in cui l'abuso di scogliere tradizionali e pennelli longitudinali non hanno evitato l'erosione progressiva della spiaggia: in figura 13 è visibile il medesimo tratto di spiaggia al quel tempo avvantaggiato dall' unica scogliera presente a scapito delle spiagge adiacenti!

Aprile 2002 -Tratto di costa di Montesilvano in erosione (figura 8)
In questo tratto  si è avuto l'allineamento parallelo e per alcuni metri sovrapposto delle scogliere provenienti da Pescara  con quelle di Montesilvano: i vortici conseguenti ne hanno provocato l'erosione.

Aprile 2002-Tratto di costa di Montesilvano in erosione , come sopra.
(Stabilimento balneare "La Bussola") (figura 9)

Aprile 2002- Spiaggia antistante piazza Le Laudi (figura 10)
Qui l'intreccio casuale e insensato di scogliere verticali, orizzontali, oblique, sommerse ed esposte (c'è ne per tutti i gusti!) ha provocato quasi il crollo degli stabilimenti.

Il successivo intervento di posizionamento di altre scogliere verticali e di immissione di sabbia da ripascimento, prelevata sotto i trabocchi del molo nord, ha migliorato la situazione, creando una spiaggia artificiale, ma pur soggetta alle "levantate invernali" che riportano tutto punto e d'accapo.

Aprile 2002- Spiaggia antistante piazza Le Laudi (figura 11)

Ritornando alle strutture portuali vi mostriamo quello che poi fù il progetto definitivo del Genio Civile OO.MM. di Ancona per il porto di Pescara, costituito in un primo momento dalla sola diga foranea:

 

Figura 2 - Aerofotografia della zona antistante il porto-canale di Pescara in cui sono evidenti gli interrimenti a ridosso della diga foranea, all'imboccatura del porto turistico e l'avanzamento della linea di costa sul litorale a Nord del porto.


(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

 

e poi successivamente anche dal braccio di levante:

 

 

Le intenzioni dei progettisti della diga foranea di Pescara erano di ovviare all'eccessiva penetrazione ondosa costruendo di fronte all'imboccatura una barriera isolata di contenimento che avrebbe facilitato l'accosto delle imbarcazioni al porto soprattutto con mare grosso. Questo tipo di soluzione avrebbe dovuto assicurare anche una migliore difesa contro l'interrimento provocando vivaci correnti dall'una all'altra bocca. In effetti tale risultato non è mai stato ottenuto sia nel caso specifico del porto-canale di Pescara che in altri porti, mentre viene snaturato del tutto lo schema di partenza. L'accesso delle imbarcazioni risulta difficile a causa del doppio cambiamento di direzione in uno spazio limitato e con onde trasversali e si può accentuare l'insabbiamento a tergo della diga per deposizione di materiale nell'area più calma (effetto "tombolo").
Si sono evidenziati tre gravi problematiche che nel complesso hanno arrecato ben più influenze negative che benefici alle categorie maggiormente interessate e fruitrici del porto (pesca, turismo ed indotto ad esse collegate).

Queste tre problematiche sono le seguenti:

1) interrimento dell'avamporto e causa di dispendiose e frequenti operazioni di dragaggio (quest'anno solo per dragare l'avamporto di ponente l'amministrazione ha speso due miliardi e mezzo di vecchie £)

 

 

Figura 3 - Fotografia satellitare.
Sono evidenti gli interrimenti a ridosso della diga foranea e nei pressi dell'ingresso del porto turistico e del porto commerciale


(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

 

 

fondali prima della costruzione della diga (1996)
fondali dopo la costruzione della diga (2000)

Figura 4 - Batimetrie in due dimensioni dell'avamporto del porto-canale prima della costruzione (in alto) e dopo la costruzione (in basso) della diga foranea.


(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

 

fondali prima della costruzione della diga (1996)

Fondali dopo la costruzione della diga foranea (2000)

Figura 5- Batimetrie in tre dimensioni dell'avamporto del porto-canale prima della costruzione (in alto) e dopo la costruzione (in basso) della diga foranea.


(gentilmente concessa dall'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pescara)

 

2) inquinamento delle acque di spiaggia ( l'acqua inquinatissima del fiume sbatte sulla diga e poi dirige sulle spiagge)

 

Foto all'infrarosso termico dall'aereo, da cui si evidenzia nei colori blu,celeste, verde, giallo, l'acqua del fiume alle varie temperature: il bordo giallo dell'acqua del fiume, praticamente, arriva fino alla Rotonda Paolucci,dove la spiaggia è più larga, in una situazione normale estiva, dopo aver sbattuto contro la diga foranea. La foto è stata scattata nel settembre 2001.( La parte in rosso rappresenta l'acqua salata del mare).le acque in-    interrimento
-    riv

e3) pericolosità dell' ingresso in porto dalla bocca di levante (quella di ponente non viene usata a causa dei bassi fondali) in seguito alla quale ci sono già stati alcuni incidenti ai pescherecci, Natale 2002 e 2003, denunciati alla Procura e in seguito ai quali il porto non può essere usato in condizioni di mare mosso (navi) o molto mosso (pescherecci, vedi ordinanza della Capitaneria di Porto di Gennaio 2004 ).rsamento delle acque inquinate del fiume sulla costa
-    sconvolgimento dell'ecosistema
-    sconvolgimento dell'ecosist
ema quinate del fiume sulla costa

-    interrimento
-    riversamento delle acque inquinate del fiume sulla costa
-    sconvolgimento dell'ecosistema