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Marco De Marinis
 
Porto di Pescara
Comitato per un nuovo porto in sintonia con la città e l'ambiente

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AGOSTO 2002


Montesilvano
Al secondo temporale estivo, scoppia di nuovo fosso Mazzocco. Naturalmente nessuno ha avvertito i bagnanti!

Ritaglio de "IL CENTRO"

Pescara
Il fuoco covava sotto la cenere (si fa per dire). L'inquinamento, evidente a primavera inoltrata, riesce fuori proprio a Ferragosto, con quantità di sostanze inquinanti elevatissime.
L'inquinamento non va solo fino all'altezza di via Balilla, provocando i divieti di balneazione (è il secondo prelievo positivo), ma fino alla rotonda 1° Maggio, nessun divieto (è il primo prelievo positivo)...


 ...cara vi fu q
uesta diga foranea!


Di chi la colpa ?
Il Comune di Pescara dà la colpa a quello di Spoltore e viceversa. Leggiamo dai giornali...

Ritaglio de "IL CENTRO"

MARE INQUINATO, TORNANO I DIVIETI
L'ARTA dà lo stop al Comune. Niente bagni sino a via Balilla.
PESCARA. Sembrava finita. E invece riecco il tormentone dell'estate, con i divieti di balneazione che da ieri interessano il tratto di litorale dal molo nord a via Balilla: sei stabilimenti balneari che si sono visti rovinato il Ferragosto dai batteri in quantità industriale vomitati dal fiume.Nella tarda mattinata di ieri, dopo aver preso visione degli esami de laboratori dell'ARTA, il vice sindaco Gian Franco D'ASCANIO è stato costretto a firmare l'ordinanza. Non c'è altro da fare davanti a quelle cifre: 2200 ml di coliformi totali e fecali all'altezza di via Balilla, 2600 ml nell'altro punto di rilevamento a 300 metri a nord del porto canale. Cifre che impressionano se si pensa che il valore limite di legge è di 100 ml, anche se il provvedimento di limitazione di balneazione è "provvisorio", come spiega una nota del Comune, in attesa degli esami di laboratorio suppletivi che saranno effettuati subito dopo Ferragosto. Il primo a gettare acqua sul fuoco, per evitare eccessivi "allarmismi", è stato ieri mattina proprio il presidente dell'ARTA Maurizio DIONISIO, che ha incontrato i giornalisti per fare il punto su questo improvviso, quanto inatteso picco dell'inquinamento della costa. "E' solo una ferita, interpretiamola così" ha esordito DIONISIO "dovuta ad una serie di circostanze concomitanti e sfavorevoli, come la pioggia, il forte vento di scirocco, la comparsa di uno scarico abusivo che si sta cercando di individuare tra il territorio di Spoltore e quello di Pescara. I vigili del Comune e i tecnici stanno già effettuando un sopralluogo". In realtà, in un successivo colloquio con il vice sindaco Gian Franco D'ASCANIO, si scopre più tardi che l'ipotesi dello scarico abusivo avanzato dall'ARTA non è altro che la stessa contenuta nell'esposto indirizzato nei giorni scorsi alla magistratura dall'ematologo e presidente della società "SOS INQUINAMENTO", Glauco TORLONTANO. Così, mentre dalla lontana Nuova Zelanda il sindaco Carlo PACE iniziava già a sparare a salve contro il collega di Spoltore, Donato RENZETTI, imputando al Comune vicino le cause dell'inquinamento, D'ASCANIO era più cauto da Palazzo di Città: "Stiamo monitorando il tratto di fiume che va dal ponte CAPACCHIETTI a Santa Teresa Qualcosa potrebbe non aver funzionato nelle pompe di sollevamento, che sono però già dotate di congegni elettronici in grado di segnalare eventuali guasti al depuratore". Intanto, gli odiosi divieti sono già sulla spiaggia.
"PACE PENSI AGLI SCARICHI DEL SUO COMUNE"
RENZETTI respinge le accuse a Spoltore. Balneatori sotto choc.
Mette le mani avanti il sindaco di Spoltore, Donato RENZETTI, dopo aver appreso che la prima reazione del collega di Pescara Carlo PACE alla notizia dell'inquinamento della costa, è stata quella di alzare il dito contro il Comune limitrofo: "Abbiamo attivato due pompe di sollevamento che portano i liquami al depuratore di Pescara. La terza è già stata appaltata. Sul territorio di Santa Teresa sta invece per partire l'intervento della Provincia. Direi che il nostro programma è stato completato e che oggi almeno il 70% dei liquami prodotti dal nostro territorio vengono convogliati nel depuratore. Dunque, per quel che ci riguarda, l'eventuale impatto sull'inquinamento del fiume, anche in rapporto alla popolazione, è minimo. Da quel che ne so io" aggiunge RENZETTI "lo sversamento che ha causato questa impennata dei coliformi sarebbe dovuto alle pompe di sollevamento di CAPACCHIETTI. E poi, se uno va a fare una visita a Fosso Grande, può vedere quanti sono gli scarichi incontrollati di Pescara". Liti "condominiali" che non interessano più di tanto i balneatori di Pescara centro, ancora sotto choc dopo il muovo pugno nello stomaco. "Resto a bocca aperta" dichiara Ciro GORILLA (SIB Confesercenti) " Prima di partire per le vacanze, il 3 agosto, passavo tutte le sere dai balneatori di Pescara centro per chiedere come stava andando. Dicevano che erano soddisfatti per aver recuperato le perdite degli scorsi anni, anche se a causa dell'eurosi erano registrati minori incassi nei bar. A questo punto" conclude GORILLA "è il caso che all'esposto di TORLONTANO si aggiunga anche il nostro". Walter PORRINI, titolare de "La Vongola", pone un interrogativo: "Questo è il regalo di Ferragosto dell'Amministrazione Comunale, ma mi chiedo: perchè se la legge impone i divieti a 500 metri a nord e a sud dal punto di rilevamento risultato inquinato, l'ordinanza è estesa solo sino a via Balilla e non sino a piazza Primo Maggio? Non è che si vogliono colpire 10 stabilimenti per salvarne 80?".


Pescara
Lo scaricabarili sulle responsabilità non ha gettato fumo negli occhi a chi di dovere: i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, N.O.E., (085 - 64144) stanno indagando per determinare cosa sia realmente accaduto e chi siano i responsabili.

 

16 Agosto 2002 - Inquinamento della costa a nord del fiume
( notizia ripresa da www.pressonweb.it )
Pescara – I CARABINIERI indagano sull’inquinamento del mare

I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico stanno indagando per riuscire a scoprire cosa sia accaduto allo specchio di mare antistante Pescara centrale, dove di colpo l’inquinamento, ha fatto un tale balzo in avanti da determinare l’immediata ordinanza di divieto di balneazione per un buon tratto della riviera nord. Gli esperti del Comune sostengono che lo sversamento di liquami nel fiume per il cattivo funzionamento di alcuni impianti di depurazione non potevano determinare un inquinamento così elevato. Le ipotesi che si fanno sono diverse. Ma anche i responsabili dell’impianto di depurazione delle acque luride, sostengono che da parte loro non c ‘è stato alcun problema: le acque, prima della immissione nel fiume, erano perfettamente trattate. Ed allora c’è un giallo: il tasso di inquinamento, afferma il vice Sindaco di Pescara, D’Ascanio, ha toccato picchi che non potevano riguardare "sversamenti" per alcune ore. Il problema secondo l’esponente di Alleanza Nazionale e, vertice dell’Amministrazione civica, si è creato in più giorni. D’Ascanio è stato molto preciso, confortato dai tecnici del Comune e dagli esperti dell’Arta, ai quali non manca la competenza nel settore. La parola ora ai carabinieri ma c’è chi pensa che, il rapporto alla Procura, non mancherà di aprire un capitolo, tutto nuovo, in materia di inquinamento.

 

 

Intanto il presidente della Provincia, DE DOMINICIS, e il presidente della Commissione Sanità del Comune, BERGHELLA, litigano:
dice BERGHELLA "la colpa è tua che non hai dragato il fiume in tempo e sull'inquinamento ha influito la rimozione delle scogliere davanti alla Madonnina" (sponsorizzata dall'assessore Carlo MASCI).
dice DE DOMINICIS "la colpa è della Regione e dell'ASI che hanno questo compito e non l'hanno svolto. Noi abbiamo anticipato anche 200 milioni di lire!"


...che teatrino!

A questo punto il Comitato si sente in obbligo di intervenire e chiarire ai cittadini come stanno le cose:

   
Comitato PORTO DI PESCARA  

Antonio SPINA
Via Giorgione 3
65125 PESCARA
tel. e fax. 085 75557

 
 
 
Agli Organi di Stampa
PESCARA
 

Pescara, 10 AGOSTO 2002


Polemiche delle Istituzioni su dragaggio ed inquinamento

Assistiamo in questi giorni alle rinnovate polemiche fra il presidente della Provincia DE DOMINICIS ed il presidente della Commissione Sanità BERGHELLA in seguito alle analisi positive del tratto di mare a nord del porto.
Lo spettacolo che ci viene in mente è quello dei capponi di Renzo, con tutto il finale del caso. Infatti, se andassero a vedere il sito www.portodipescara.com, constaterebbero che:

1)  Il dragaggio è stato sempre assolutamente ininfluente ai fini della balneabilità delle acque, come essi stessi hanno voluto far erroneamente credere ai cittadini. Vedasi sul sito la relazione di Marco DE MARINIS.
2)  La rimozione delle scogliere, di fatto, si è rivelato uno spreco di denaro pubblico (non è vero avv. MASCI?) poiché l’inquinamento si è rifatto vivo (si fa per dire) proprio nella zona a nord del porto e l’altro motivo, diminuzione delle secche, è assolutamente fuori senso. Vedasi il sito nella home page: confronto fra le due foto dei trabocchi prime e dopo la costruzione della diga, mentre le scogliere erano sempre là.
Vi preghiamo di voler, se non altro, rendere edotti i cittadini contribuenti, in modo che sulla questione non siano fuorviati da polemiche inutili.


Grazie per la vostra attenzione.


Distinti saluti

 

 
per il Comitato Porto di Pescara
Antonio SPINA